Le cose non dette

Sembrava il solito film italiano dal titolo banalotto: l’uomo maturo che tradisce la moglie con la sua bellissima alunna.
Che poi Accorsi ha iniziato così… dopo il Maxibon, in tema c’è stato “L’ultimo bacio”, no? Chi non ricorda la furia straziante di una giovanissima Mezzogiorno tradita dall’inguaribile confuso?
Ebbene, anche qui parte alla stessa stregua, ma stavolta Muccino gioca sul colpo di scena… e sull’angoscia che pervade la storia, diventando essa stessa protagonista, oltre a travolgere e legare a doppio filo tutti i personaggi, la loro vita, le loro scelte.
Bravo a lasciarti in sospeso e a sconvolgerti alla fine, in cui ricostruirai tutto, senza crederci o senza volerci credere.
Finale estremo, come doveva essere.
Ben studiata anche la location e la fotografia. Film girato in pochi affollati esterni, con inquadrature ravvicinate, hai sempre l’impressione di trovarti in uno spazio angusto, quasi claustrofobico, come nelle stanzette colorate della locanda.
Il cast stranoto fa il suo e non delude anche se sono tutti sempre un po’ sé stessi: Leone moglie dolce e comprensiva, Crescentini madre nevrotica e iperprotettiva, Santamaria l’amico fidato.
Centratissima e molto naturale la ragazzina, figlia d’arte di quel Pantaleo barista bambino in “Io speriamo che me la cavo”.
E certe chiacchiere apparentemente inutili danno invece il senso a tutta la storia.
Visto con le amiche che avrebbero preferito Cime tempestose, ma che alla fine, hanno apprezzato.

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