Le mani di mia madre

Bella, timida e triste… così era mia madre. Come tutte le bambine, anch’io mi divertivo a infilarmi le sue scarpe, i suoi vestiti, le sue collane. Ricordo una gonna di taffetà a campana con cui facevo la ruota come un derviscio fino a farmi girare la testa. I suoi begli occhi dello stesso colore dei miei erano sempre un po’ umidi come di pianto, velati forse dalle rinunce, dal dolore, dai rimpianti…
Una vita segnata dalla perdita precoce della madre quando aveva appena sei anni, un vuoto che non ha mai colmato, nemmeno con la nascita dei suoi figli a cui ha dedicato tutte le sue energie e tutto l’amore che le era mancato. Era ansiosa e io ho lottato per non esserlo anch’io, aveva delle paure che io ho imparato a evitare, anche non volendo mi ha aiutato a essere quella che sono.
Le sue mani nodose, sciupate, sempre pronte a dare, erano delicate nel fare una carezza, le sue braccia forti erano tenere in un abbraccio. Ora guardo le mie mani, un tempo snelle e curate, e rivedo le tue alla mia età. Siamo pari oggi, mamma, abbiamo dato tutto quello che abbiamo potuto, ci siamo prese cura di quanto la vita ci ha dato con amore e devozione…
Vorrei solo poterti dire quanto mi manchi e di quanto ti sono grata per i tuoi sacrifici; vorrei toglierti quel velo di tristezza e vederti sorridere sempre… sempre…

2 commenti su “Le mani di mia madre”

  1. Ivana Tomasini

    Quanta nostalgia a ripensare alla madre, i sui sacrifici, piccoli e grandi…tutto ciò che ci ha fatto crescere. Ora, fisicamente come lei in tanti particolari: le mani, i capelli, lo sguardo…le stesse frasi un po’ tristi che pronunciamo e che allora non abbiamo capito e abbiamo lasciato cadere.

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