Le notizie? Di mattina!

Ha chiamato verso le 18.30. Doveva prenotare una visita cardiologica di controllo.
“Sa, ho 91 anni” esordisce. Mi racconta che ha avuto parecchi problemi nelle ultime due/tre settimane, ma che, quella mattina, voleva assolutamente uscire.
“Ci tenevo a fare un briciolo di spesa ma, soprattutto, a comprarmi il giornale. Credo che le notizie vadano lette di mattina, mica la sera o il giorno dopo”.
Io la ascolto, forse questa è la cosa principale, più ancora della visita in sé. “Abito in un paesino, in una casettina parecchio in salita. Insomma che sono partita verso le otto e mezza ma sono rientrata solamente alle dieci. A salire per rientrare proprio non riuscivo, mi sono dovuta fermare parecchie volte”.
A me viene sempre il groppo in gola quando ascolto alcune cose, certe persone te le senti accanto, pure se non le hai mai viste.
E sono poi quelle che danno un senso a tutto. Persino quando, a parlare con loro, hanno trovato un impiegato che fa anche il giornalista.
Signora, sappia che mancherà moltissimo quella generazione che si alzava presto al mattino e andava subito in edicola.
E questo, ahimè, lo tocco quotidianamente con mano.

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