Le strade del mare sono arterie create dal Dio Nettuno per uomini e donne che le percorrono a vista, istintivamente, e non sanno di avere le mappe tracciate nelle tortuose asperità del cervello.
Puntammo verso La Maddalena, meraviglia di Sardegna. La piccola barca scopriva l’incanto dell’Arcipelago e tra le isole scegliemmo Budelli, paradiso dipinto di rosa. Non eravamo lontani dalle acque francesi e giù, in fondo al mare, la riserva protetta ospitava pesci d’ogni taglia che non avevano paura dell’uomo perché sapevano che nessuno avrebbe fatto loro del male.
Il vento gonfiava le vele, tracciando sentieri tra le isole, dove il mare non era più mare, ma qualcosa di sublime, oltre la realtà, emozione e gioia, segreti e avventure che colorano i pensieri e lì si fermano perché inesprimibili. Troppa bellezza per essere portata a maturazione linguistica. Bellezza che evoca momenti magici, come quando ci recammo al primo festival dedicato al grande scrittore di cinema Franco Solinas, che qui andava in barca e pescava insieme agli amici. A quel festival, segnato dal mare, incontrai attori e registi come Francesco Rosi, Nanni Loy, Gillo Pontecorvo, Costa Gavras, Lea Massari, Carla Gravina. Ma soprattutto Gian Maria Volonté, che a La Maddalena ha vissuto, ha fatto L’istruttore di vela, e lì ha voluto essere sepolto, nell’isola vicino alle altre isole, davanti al mare.
Gian Maria Volonté e la sua idea di cinema che trasforma la realtà. Un cinema in cui l’attore è anche autore non meno del regista.
Attore-autore che “si rivolge alle componenti progressive di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario tra l’arte e la vita.” Siamo alla visione brechtiana dell’artista, la consapevolezza piena di essere nel mercato e la capacità, con un’invenzione drammaturgica, di agire e trasformare i progetti della produzione, per far passare il proprio messaggio di rinnovamento, che dia al pubblico gli strumenti per leggere la realtà. Attore-autore che frequenta il proprio lavoro come impegno e al tempo stesso si fa circondare dalle immagini della bellezza, le immagini de La Maddalena, della spiaggia rosa di Budelli, che ha ispirato registi come Antonioni, e più in generale produce un’idea di solitudine, cara al cinema dell’incomunicabilità.
Un cinema che va incontro ad una gran quantità di ostacoli, spesso insuperabili, come certe tempeste che s’incrociano nelle strade del mare.

