Marketing_e_ceramiche_vittoriane

Marketing e ceramiche vittoriane

Ho trovato un nuovo splendido vassoio di epoca vittoriana.
Non è firmato, ma succedeva spesso che fornaci anche famose non applicassero il marchio sul fondo delle proprie produzioni, quando queste erano destinate ad essere commercializzate da imprese di import-export. Tra le più famose quella del fiorentino “naturalizzato” Fedele Primavesi, che spesso faceva invece apporre il proprio nome sulle stoviglie ceramiche (e non aveva mai prodotto niente di suo).
Il decoro di questo grosso piatto da parata è conosciuto come “Willow” (salice) ed è probabilmente la decorazione di maggiore successo e diffusione, ripresa e aggiornata con poche varianti dalle più grandi case di ceramiche inglesi e non solo per un paio di secoli.
A guardarlo senza particolare attenzione, sembra una classica interpretazione delle vedute che un europeo doveva attendersi dai paesaggi orientali. Uno stilema che doveva connotare l’ornamento nella più classica ambientazione delle “chinoiserie”. Per intenderci e ribaltando la prospettiva, come quando per evocare l’Italia ad un giapponese, si mettono in campo pizza, spaghetti e mandolino.
Però… ad essere più attenti, le iconografie hanno alcuni particolari così specifici che non possono essere casuali.
E infatti, ecco saltare fuori una storia complessa e straziante, che ha ispirato l’intero decoro, come se ogni vassoio, ogni piatto fossero, verrebbe da dire, i classici cartelloni dei cantastorie nostrani.
La trama: c’era una volta, tanti e tanti anni fa, la bellissima figlia di un Mandarino. La ragazza, di nome Koong-se, viveva in un maestoso palazzo.

F

Koong-se si era innamorata di Chang, un assistente contabile di suo padre, suscitando così le ire del genitore, che per lei aveva ben altro in serbo.
Dunque, il Mandarino licenziò il giovane e costruì una recinzione invalicabile intorno alla sua casa lussuosa.

Foto

L’uomo, accecato dalla sete di denaro, stava progettando per la figlia un matrimonio con un potente Duca.
Ed infatti questo arrivò in barca a reclamare la sua sposa e portando in dono una grossa scatola di gioielli di inestimabile valore. Alla vigilia del matrimonio, la figlia e il giovane contabile decisero di fuggire. Il ragazzo, travestito da servo, riuscì a introdursi nel recinto di protezione ed insieme alla sua amata abbandonò il palazzo, portandosi dietro la scatola di gioielli. Il Mandarino, accortosi della fuga, li inseguì su un ponte  armato di frusta, senza tuttavia riuscire a raggiungerli.

Foto 3 Maderno

I ragazzi, dunque, riuscirono ad allontanarsi proprio grazie alla nave del Duca e raggiunsero un’isola sperduta, dove vissero felici per anni.

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Ma un giorno il Duca (che non aveva mai smesso di mandare sgherri in ogni dove per lavare l’onta) venne a conoscenza del loro rifugio; quindi, mandò su quell’isola i suoi soldati, che diedero fuoco alla casa e tanto fecero che uccisero i due amanti.
Gli dei, commossi dalla loro condizione, trasformarono gli amanti in una coppia di colombe.

 

2 Per Vasellame

Storia straziante, struggente, lacrimevole. Quei due piccioncini amoreggianti nell’aria simboleggiavano l’amore imperituro e sacrale che nessuno avrebbe osato violare.
Gli inglesi tutti si asciugavano una lacrimuccia, mentre nemmeno a dirlo si ingozzavano di piccioni allo spiedo ordinatamente riposti nei vassoi “Willow”.
Epperò… Ad essere onesti…
Trattasi di storia totalmente falsa (beh, la trasformazione in uccelli lo faceva presagire).
Ma falsa non nel senso che si trattava solo di una leggenda orientale. No, nemmeno quello. Proprio una semplice ed efficace operazione di marketing che quella volpe di Thomas Minton, intorno al 1790, mise in gioco per piazzare la sue stoviglie di ceramica. Una delle strategie di vendita più efficaci nella storia del commercio.
Storia farlocca e finta leggenda ripetute poi come un mantra, all’infinito, tanto efficacemente che il decoro uscì dopo decenni al di fuori del territorio inglese, ripreso anche dalle più celebri industrie ceramiche occidentali (se ne trovano con marchi francesi e, in Italia, con la firma “Laveno” e Richard Ginori).
Altro che il “Babbo Natale” della celebre bevanda gassata!

2 commenti su “Marketing e ceramiche vittoriane”

  1. Eh, ma che storia bellerrima! Ma le favole o fole non son tutte finte? Un Carosello ante litteram. Che bello!!!!❤❤❤

    1. Oggi siamo anche più ipocriti. La televisione è piena di pubblicità dove i biscotti vengono impastati e formati a mano, uno per uno, e dove le uova utilizzate sono deposte da una sola gallina (che magari ha pure un nome) in un tradizionale nido di paglia. E quando i biscotti sono pronti, parte un furgoncino (max 35 quintali a pieno carico) che li fa arrivare entro poche ore (ma che dico? Minuti!) in tutta Italia.

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