Mostri nell’ombra

“Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri”. Antonio Gramsci

Questa frase è stata scritta nei “Quaderni del carcere” tra il 1929 e il 1935, dopo l’ascesa del fascismo in Italia e forse prima della presa del potere di Hitler in Germania. Dopo quasi un secolo è sempre attuale.
Per molti mesi non ho voluto interessarmi delle vicende portate alla luce dai documenti di Epstein, perché le trovavo rivoltanti. Non volevo capire, non osavo affacciarmi al baratro. La mente di un predatore sessuale e trafficante di bambine è così oscena e corrotta da essere insondabile per molti di noi. Non riusciamo a immaginare come un uomo, e addirittura una donna, possano compiere tali efferatezze su delle bambine, ed è per questo che riescono ad abusare segretamente delle loro vittime per tanto tempo.
Altrettanto oscena è la connivenza dei potenti, di chi sapeva ma ha coperto i criminali per proprio tornaconto, per avanzamento di carriera, o paura di ritorsioni. L’FBI parlò per ben quattro volte con una donna che aveva, in modo convincente, accusato il Presidente di averla stuprata quando era minorenne. Le sue interviste, presenti nei file di Epstein, sono state rimosse dal sito del Ministero di Giustizia americano, secondo il reporter del “Daily Beast” Roger Sollenberg.
Sono stati invece rilasciati a bella posta documenti che potrebbero danneggiare il partito democratico (foto di Bill Clinton, email di Larry Sommers). I senatori e deputati alla quasi unanimità avevano votato la Legge di Trasparenza che ha obbligato il Presidente a firmare il rilascio di tutti i file, ma la ministra Pam Bondi ha esposto solo i nomi delle vittime, mentre quelli dei loro carnefici sono oscurati. Parlamentari bi-partisan sono riusciti a scoprire nomi di alcuni implicati nel Ring, l’anello di predatori e trafficanti di bambine che ha coinvolto mezzo mondo. I paesi che hanno aperto indagini su questo abisso sono: Francia, Turchia, Gran Bretagna, Polonia, Lituania, Norvegia, Lettonia, Australia, Macedonia, Svezia. Una rete globale. Un crimine contro l’umanità, il più abietto. Secondo l’ONU, furono trafficate e violate almeno 1.200 vittime.
Quasi nulla è stato svelato sugli uomini, ricchissimi e potenti, che facevano base a New York, a Palm Beach, a Zorro Ranch in New Mexico, alle Isole Vergini. Nessuno osa far nomi per non essere accusato di diffamazione dal Ministero di Giustizia americano, che non ha aperto alcuna indagine, anzi, sembra coprire e insabbiare, perché vari personaggi coinvolti nei documenti Epstein fanno parte dell’amministrazione Trump, del suo stesso Gabinetto, che resta unito intorno alla paura di essere esposti come incompetenti, corrotti e forse compagni di merende dell’Innominato.
Questa complicità è il collante che rende pericolosa ogni defezione. Il coraggioso deputato repubblicano Thomas Massie, che ha fatto approvare la Legge di Trasparenza, ha dichiarato in TV: “Non ho tendenze suicide”. Si riferisce ad Epstein, morto in carcere “suicida”, in circostanze sospette. Massie ha rinominato la Casa Bianca “l’Amministrazione Epstein”, la “Classe di Epstein”. Sono gli amici miliardari che hanno finanziato la campagna elettorale del Presidente, ma anche ministri del suo Gabinetto, presenti in foto e file di Epstein: Howard Lutnick (ministro del Commercio), Kennedy Jr. (ministro della Sanità), Elon Musk (DOGE), Steve Bannon (ex-capo stratega Casa Bianca nel primo mandato), Peter Thiel, Bill Gates, il Principe Andrea, il sultano Ahmed bin Sulayem (Dubai), a cui Epstein scrisse in email: “Mi è piaciuto il video della tortura”.
Tutti i narcisisti psicopatici che il Presidente ha riunito nella sua amministrazione si comportano come se non temessero conseguenze giudiziarie alle loro azioni illegali. Soffrono di manie di grandezza e invincibilità, come il loro capo, e come lui insultano chiunque osi far loro domande sulle vittime di Epstein. La Ministra di Giustizia Pam Bondi ha coperto di insulti i membri del Congresso che la interrogavano, sotto giuramento, sugli impuniti pedofili che lei e la Casa Bianca non vogliono rivelare. L’intento immediato della sua arroganza era di non rispondere alle domande per non incorrere in spergiuro. Ma la sua sfrontatezza verso i parlamentari è inquietante, perché mostra che Bondi non teme nulla, come fosse certa che nessuno la processerà, perché il Presidente non lascerà mai la Casa Bianca. Timothy Snyder definisce i documenti di Epstein “l’elenco dei graziati da Trump”.
Il “Dossier Center”, che traccia le attività criminali di persone associate al Cremlino, ha pubblicato “The Epstein Russian Connection”, secondo cui Epstein era in stretto contatto con Sergei Belyakov, il vice-ministro dello Sviluppo Economico e capo della Fondazione che gestiva il “St. Petersburg International Economic Forum”. Durante i Forum erano sempre presenti escort femminili fatte arrivare da tutta la Russia. Belyakov si era diplomato all’Accademia FSB (ex KGB) che prepara le spie russe. Belyakov aiutò Epstein a trattare con una modella russa che ricattava uomini d’affari di New York. Le escort si prostituivano, filmavano i loro clienti e li ricattavano. I video compromettenti venivano raccolti dai servizi segreti russi. Secondo “Politico”, le nuove email di Epstein mostrano che il trafficante pedofilo fece passare un messaggio a Putin, attraverso il ministro degli Esteri Sergei Lavrov. “Se vuoi capire Trump, parla con me”. Epstein definì Trump “prevedibile”. La lettera è datata 22 giugno 2018, quasi un mese prima che il Presidente incontrasse Putin a Helsinki e conversasse con lui privatamente, senza testimoni.
Il deputato californiano Ted Lieu, che ha interrogato Pam Bondi al Congresso e l’ha accusata di mentire sotto giuramento, sostiene che i video non rilasciati di Epstein mostrano il Presidente che stupra bambine e le minaccia di morte se parleranno. Non è la prima volta che le vittime superstiti hanno parlato di video in cui sono visibili i carnefici. Sono sicuramente loro la fonte di Ted Lieu. Virginia Giuffré, morta suicida in Australia nell’aprile 2025, testimoniò contro Epstein, Maxwell e il Principe Andrew, ma si sospetta che non abbia fatto altri nomi perché la sua famiglia era stata minacciata di morte.
La corrispondenza di Epstein fa luce su un mondo in cui il denaro può comprare tutto, e “gli scrupoli morali sono per i deboli di carattere”, sostiene John Cassidy, del “New Yorker”. Mentre scrivo, il “New York Times” annuncia che il Principe Andrew è stato arrestato (finalmente!), accusato di aver passato a Epstein informazioni segrete mentre era inviato commerciale del governo inglese. Non c’è da stupirsi che Epstein vendesse e comprasse tali informazioni. Una fonte del governo inglese ha detto al “Financial Times” che Epstein aveva tre cerchie: una del denaro, una del potere e una del sesso. Io aggiungerei quella delle spie, così ben intrecciata con le altre tre. Ricchezza, ostentazione, spionaggio e tradimento sono fin troppo spesso associate al privilegio incontrollato e all’impunità. Sembra lecito chiedersi perché Trump, lasciata la Casa Bianca nel gennaio 2021, tenesse nascosti per anni nella toilette di Mar-a-Lago 64 scatoloni di documenti top-secret del governo, e ne mostrasse alcuni a stranieri in visita.
Un’altra delle vittime di Epstein, Annie Farmer, ha dichiarato che nel 1996 era stata abusata sessualmente da Epstein e Maxwell allo Zorro Ranch, una grande proprietà privata in New Mexico. Secondo il “New York Times”, Epstein intendeva “seminare la razza umana col suo DNA ingravidando” ragazzine nel suo ranch. Stupri di gruppo venivano organizzati, reclutando ragazze locali e invitando il Duca di York, il Principe Andrea, il governatore del New Mexico, Woody Allen e altre celebrità. Virginia Giuffré, testimoniò di essere stata stuprata da Epstein e soci nello Zorro Ranch. Il parlamento a maggioranza democratica del New Mexico sta conducendo un’indagine dopo che da email di Epstein è emerso che ci sono corpi di ragazzine torturate e sepolte nella terra intorno al ranch. Una email del 2019, tra i file di Epstein, con mittente e ricevente oscurati, riferisce la testimonianza di un membro dello staff di Zorro Ranch che era stato presente alla morte e sepoltura nelle colline intorno al ranch di due ragazze straniere, per ordine di Epstein e Maxwell. Le ragazze erano morte per strangolamento durante atti di perversione sessuale estrema. La testimonianza fu ignorata.
Sono sempre esistite cerchie di ricchi e potenti che si sentivano intoccabili e indulgevano in ogni tipo di depravazioni. Quel che rende la “classe di Epstein” straordinaria è la sua estensione in ogni parte del globo, fino ad occupare i vertici della nazione più potente. La riprova è nei decenni di testimoni “suicidati”, di vittime ridotte al silenzio e di inchieste mai avviate. Nei futuri libri di storia questo caso sarà studiato come ora si studiano gli imperatori romani folli e sadici che nominavano console il loro cavallo o incendiavano Roma per costruirsi un palazzo più grande. Alcuni psicanalisti sostengono che la “classe di Epstein” finirà nei manuali delle patologie psichiatriche come una Cabala di Depravazione, insieme a Hitler e a Pol Pot, il leader dei Kmer Rossi che sterminarono il popolo cambogiano.
Sascha Riley, veterano della guerra in Iraq, da piccolo è stato trafficato da Epstein e costretto a compiere atti sessuali durante le riprese di film pornografici con bambine di 10-12 anni, incluso uno “snuff film” (che riprende torture reali culminanti con la morte della vittima) in cui Sascha vide una bambina colpita e uccisa. Lisa Noelle Voldeng ha pubblicato su Substack, novembre 2025, sei registrazioni audio della testimonianza di Sascha Riley, di cui ha consegnato copie alla polizia. Le interviste sono avvenute nel luglio 2025. Sascha racconta come, dopo le riprese di un film, una bambina fu portata in un’altra stanza. Sascha Riley udì dei colpi di pistola e si spaventò. Uno stupratore rimasto con lui gli disse: “Non preoccuparti. I bambini maschi sono difficili da trovare”.
Sascha è stato trafficato dall’età di 9 anni fino a 13 nel ring di Epstein, in cui si producevano quei film. Nell’intervista parla di torture sistematiche, stupri e omicidi di bambine povere sotto i 13 anni. C’è una foto di lui da bambino, un bel bambino biondo, e una foto in divisa militare seduto su un carro armato. Forse la guerra sarà stata per lui meno traumatica. Prima di Epstein, era stato trafficato dall’età di 6 anni fra i parenti. È disposto a testimoniare contro il Presidente, contro Jim Jordan (deputato repubblicano), contro Lindsay Graham (senatore repubblicano), e contro Clarence Thomas (giudice della Corte Suprema, il più conservatore, accusato di molestie sessuali da Anita Hill nel 1991). Alcune piccole amiche di Sascha sono sepolte nel ranch Zorro e nei monti vicini. Materiale pornografico di Sascha e di una bambina uccisa è stato trovato in mano a un militare processato da corte marziale, ma le prove sono state soppresse.
Dopo la pubblicazione dell’intervista, l’FBI ha cercato Sascha. Lisa Volden lo ha aiutato a fuggire fuori dal paese.

3 commenti su “Mostri nell’ombra”

  1. Non si può immaginare a quali punti di depravazione e creudeltà siano arrivati!
    Gli scatoloni sono materiale di ricatto e veleni !
    Intanto questo è funzionale a distrarrci dalle porcherie attuali degli usa e israe* le

  2. Oliviero Carugo

    Qualcuno potrebbe fare il parallelo con la pedofilia nella chiesa cattolica, dai parroci irlandesi all’abbé Pierre, passando per Bétharram.

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