Caricamento

Digita la ricerca

Musica

Musicisti che copioni!

DIEGO C. de la VEGA
4.391 visite

 

Copiare? In musica accade da sempre.
Non parlo di plagio o furto, bensì di parafrasi, citazioni e ispirazioni più o meno dichiarate. Vi capiterà, così, di riconoscere Fra’ Martino Campanaro nel terzo movimento della Prima Sinfonia di Mahler e, se fate un salto indietro nel tempo, vedreste Bach che trascrive alcuni brani per organo da concerti di Vivaldi, che ha prestato il Concerto in re minore rv565 ai New Trolls per il loro Concerto Grosso. Così, rimanendo nel progressive, per compensazione ci hanno pensato i Jethro Tull a pareggiare i conti, immaginando al flauto la Bourrée bwv996 per liuto di Johann Sebastian.
Non è finita: ricordate Rain and tears di Demis Roussos? Altro non è che un brano costruito sopra il Canone di Pachelbel, la cui base armonica ha dato vita a un florilegio di canzoni meravigliose che vanno da Let it be a No Woman, No Cry sino ad Albachiara.
Non meravigliatevi, quindi, se ascoltando il Concerto per tromba twv51 di Georg Philipp Telemann riconoscerete la Canzone dell’Amore Perduto di De André così come, con un’antica ballata scozzese del 1600, vi dovrete ricordare di Scarborough Fair cantata da Simon e Garfunkel. D’altronde anche El Còndor Pasa non è loro, è l’estratto di un’opera del 1913 del peruviano Daniel Alomía Robles.
Se non vi è bastato sappiate pure che Love of my Life di Santana è il tema del terzo movimento della Terza Sinfonia di Brahms e, dulcis in fundo, la famosa Russian di Sting è un tantrico furto (dichiarato) dalla Suite op.60 Lieutenant Kijé dell’illuminato Prokofiev.
I mediocri imitano, i geni copiano… Questa frase l’avrebbe detta Picasso, io nel dubbio la copio.

DIEGO C. de la VEGA
DIEGO C. de la VEGA

… l’ex-moglie (probabilmente l’ultima) lo definisce “un delinquenteeeee!”. I più non lo reggono oltre gli 11 minuti, ma per i pochi che hanno sopportato con benevolenza i suoi difetti: De la Vega è una persona d’oro! Ha vissuto dividendosi tra Madrid, l’ex Repubblica di Genova per approdare a colonizzare, attualmente, il sub-Piemonte. Autentico fantasista, ha svolto innumerevoli attività. Filoenologo, musicista, cuoco-pop, musicoterapeuta pentito, ex politico in erba, sartina-smart, giusperito incompiuto, lobbysta, elettricista, falegname, idraulico, appassionato d’arte contemporanea, genio dell’informatica fai-da-te. Ama la musica antica e le opere di Philip Glass saltando a piè pari tutto l’800 che trova disgustoso. Un uomo meraviglioso se non fosse per un solo piccolo difetto: riesce a volgere tutte queste sue doti in armi letali con cui produce catastrofi inimmaginabili pur non volendo! I suoi insegnanti delle scuole elementari, capendone il valore, dopo il classico “è intelligente ma non si applica” lo promossero a un definitivo: è una Mancata Promessa! Attualmente, non volendo farsi mancare nulla, si è dato anche alla scrittura essendo stato ospitato su LaRivistaintelligente.it dalla benevolenza di Giovanna Nuvoletti, e pubblicando racconti in due antologie di Edizioni2000diciassette, grazie all’invito di Maria Pia Selvaggio che, chissà come, lo ha scoperto. .DeLaVega si chiama Diego e non è uno scherzo cosi come è vero quanto detto sopra.

  • 1

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *