Avremmo dovuto intuirlo, sin da quando Obama decise di disimpegnarsi progressivamente dai teatri più decisivi dell’estremo e del medio oriente, che si stava levando tra il popolo americano il vento dell’isolazionismo.
Il mondo stava cambiando e i nuovi giocatori, pur accettando l’identico modello economico, non sapevano che farsene della difesa dei diritti umani, dello stato di diritto, della democrazia politica, della solidarietà, dell’equità. Con il primo mandato di Trump – dieci anni fa – i termini che avrebbero contraddistinto la brutalità del presente erano del tutto squadernati. Non furono compresi appieno. Innanzitutto negli Stati Uniti, ma soprattutto nella nostra Europa, culla dei valori che da un giorno all’altro venivano derisi, vilipesi, stracciati nel balbettio infingardo e vile dei molti.
Molteplici le ragioni – socio-politiche ed antropologiche – di una tale diffusa sordità ma la più determinante è stato lo scarso grado di previsione di istituzioni pensate e create in altre e ben diverse circostanze e ormai invecchiate fino all’obsolescenza e condannate alla inettitudine dalle nuovissime configurazioni planetarie.
Inutile piangere sul latte versato. Hic Rhodus, hic salta. Ora occorre tendere al massimo l’intelligenza delle cose e ricorrere alla memoria, che manteniamo, di ciò che in ore altrettanto buie del passato ci ha permesso di non soccombere alle ondate tiranniche e ritrovare il cuore della nostra civilizzazione occidentale.
Togliamoci ogni residua illusione che sarà una passeggiata indolore.
Siamo già in guerra, nel nostro continente, aggrediti da predatori di specie differenti ma tutte concorrenti nel considerarci quando non una preda, come il criminale e mistico nipote di Stalin, un continente di parassiti vecchi, di materialisti infedeli, di odiosi e superati ex colonialisti da tenere a margine o al massimo ridurre a maggiordomi di lusso per i campioni cinici degli spiriti animali che vogliono ridisegnare la mappa del potere mondiale, arabi o cinesi che si voglia.
Aduliamo la Bestia malata insediatasi nel paese più potente del mondo? Facciamolo pure nella necessità di guadagnare tempo. Ma la Bestia è nemica della libertà, dell’autonomia e della civiltà del nostro continente. Se non sarà il popolo americano a fare giustizia politica delle sue aberrazioni, stiamone pur certi, toccherà a noi farci i conti finali. Se.
Se nel frattempo in Europa ci saremo uniti ad un grado superiore, avremo predisposta la nostra difesa comune, concentrata la nostra intelligenza creativa, rigenerato il coraggio – grazie anche al sangue dei martiri ucraini – riscoperto l’orgoglio del pensiero di Atene, Roma, Parigi.
Fiducia nei Volenterosi di Francia, Inghilterra, Germania, anche quando sembrano subire i ritornanti e falsi ritornelli anti sionisti ed antisemiti che offuscano il senso storico della lotta del popolo d’Israele.
Qui nella nostra, cara, vecchissima penisola ci tocca un lavoro con gli straordinari. Ci troviamo di fronte al combinato disposto degli eredi dei pensieri totalitari distillati alla fine del millennio scorso. Dobbiamo liberarcene per reclamare nettamente il ruolo di condimento essenziale in questo Nuovo Rinascimento. Non ce ne liberiamo se scendiamo a patti. Ce ne liberiamo se costruiamo diversamente il nuovo. Non è opera facile, ma si può fare perché lo abbiamo già fatto.


Difficile non scendere prima a patti…e non esageriamo nel sentirci popoli…eletti abbiamo sbagliato anche noi anche gli Usa con la fissazione di esportare la democrazia con la guerra…