Novecento

Correva l’anno 1957
e la mia anima decise
di fare un giro per le pianure della terra
un giro breve
dopo una ricognizione tra le onde
uno sguardo in giro tra la folla
discretamente
un po’ come fa anche un uccello
con i fili e le pagliuzze per il nido
un’anticipazione
un atomo di avvento
per me che sarei nato dopo un anno
quando sarebbe stato
all’improvviso il mondo
e un alfabeto
un corpo
una nuova lingua
per dire in miniatura
quello che in altri luoghi di universo avevo visto
la vita che in molti esili di persone parla
il mare del tempo e della sabbia
il cuore che ha paura e batte nell’abisso
per ciascuno cerca una dolcezza
un ritmo
forse un accordo
una nota finalmente chiara con l’eterno.

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