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Omino di Google Maps

Lella Guidotti
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È un po’ che ci penso. Mi sveglio di notte pensando a lui. Così solo. Educato.
Non dice mai di no. Io lo sfinisco, gli chiedo di farmi vedere la mia ex-scuola elementare, la casa dove vivevo quando avevo 10 anni, l’ospedale dove sono nata…
Sono una delle clienti più esigenti. Da quando so che esiste non lo lascio mai tranquillo.
Certe volte lo sposto e torna indietro. M’innervosisco. Perché non lo lasciano andare in quella zona che voglio ispezionare dal mio divano?
Povero omino giallo di Google!
Ho deciso di trovargli una fidanzata. L’ho portato in giro per Roma, New York, Londra…Niente, non andava bene nessuna. Forse ha paura di perdere il posto. Anche fare l’omino di Google Maps è un lavoro molto ambito di questi tempi.
Forse vorrebbe una cinese. Ma in Cina non lo lasciano circolare liberamente.
Ieri siamo stati a Tokyo. Avete notato quanti cavi per quelle stradine?. Però quando passa la macchina fotografica di Google pare che le ragazze giapponesi si nascondano. Da ieri notte non è più al suo posto. C’è la figurina grigia, vuota. Vorrei che avesse trovato la sua anima gemella, ma adesso chi mi porterà a passeggio per le strade del mondo?

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