Presepe sì Presepe no

Sono un paio d’anni che a casa nostra non si riesce ad allestire il presepe, se per ragioni logistiche o per preferenza verso l’esagerato albero di Natale, è ancora da chiarire; fatto sta che, non partecipando mai alla creazione della scenografia, né alla collocazione delle statuine, almeno mi sono prodigato con alcuni apporti, che recentemente hanno arricchito la collezione.
A parte raccattare nel bosco pezzi di corteccia contorti e un ceppo zannuto come la testa di un cinghiale, in vari mercatini mi sono sguinzagliato per trovare una ‘meraviglia’, il personaggio che allarga le braccia di fronte al Bambinello, come fa la Madonna, e ne ho trovate due: una fuori misura, però bella, di gomma dura della manifattura di Lucca del 2003, e una sottomisura, bruttina, sintetica, ma di mezzo secolo fa.
Sempre cercando di preferenza statuine di cartapesta degli anni ’60, come il personaggio a piedi nudi che reca una scimmietta sulla schiena, non ho disdegnato ovviamente figure analoghe, ma di terracotta, come quella dei due giovani suonatori di zampogna e ciaramella.
Di gomma dura degli anni ’60/’70 sono anche l’altro suonatore di zampogna, il boscaiolo con la scure a manico lungo, e il tizio barbuto col turbante e l’agnello tra le braccia.
Infine tre statuette di celluloide anni ’60: la suonatrice di lira (angelo femminile senza ali?) e i due viandanti gemelli ma con vestiti di colori diversi; e il Benino dormiente di resina, colui che sogna il presepe, in questo caso un vecchio barbuto e canuto, coi pantaloni gialli e il mantello rosso bordato di verde, che poggia la testa sulla mano appoggiata su un sacco e con un cappello nero sulle ventitré.

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