Un modello di Intelligenza Artificiale di “Anthropic” ha sviluppato comportamenti inquietanti come linguaggio ingannevole e sabotaggio, provocando timori per la sicurezza degli umani. IA cancellerà metà dei posti di lavoro dei colletti bianchi in soli 5 anni, dice Dario Amodei, amministratore delegato (CEO) di “Anthropic”, sperando che le aziende, per ridurre i costi del lavoro umano, investano in IA. Gli oligarchi non si danno pensiero per lo sconvolgimento sociale provocato dalla disoccupazione, esortano i colletti bianchi ad addestrarsi per nuovi lavori. Ma tali licenziamenti in massa succedono più rapidamente di quanto i nuovi disoccupati possano riqualificarsi.
L’Australia ha vietato l’uso di social media fino a 16 anni, e si intensifica l’opposizione pubblica all’uso incontrollato di intelligenza artificiale. Il CEO di “Open AI”, Sam Altman, è corso ai ripari facendosi intervistare in TV e usando il proprio figlio appena nato per pubblicizzare ChatGPT: “Non riesco a immaginare come sarebbe crescere un neonato senza ChatGPT”. Ma scherziamo?
La compagnia “Open AI” progetta di usare più elettricità di quanta ne consuma tutta l’India. Quanti Centri Dati dovrà costruire, quante miniere di carbone e centrali nucleari per alimentarli? Le compagnie IA stanno bruciando sbalorditive quantità di denaro (e di combustibili fossili) senza guadagni che compensino le spese. Molti prodotti IA non riescono ad eseguire i compiti loro assegnati: i motori di ricerca IA danno informazioni inesatte, gli insegnanti IA compromettono l’apprendimento degli alunni, i terapeuti IA peggiorano la salute mentale dei pazienti.
A inizio novembre 2025, Nvidia, la principale produttrice di microprocessori, è diventata la prima compagnia della storia ad esser valutata 5 trilioni di dollari, cifra che corrisponde al valore dei PIL combinati di Francia e Corea del Sud. Una bolla si crea quando il prezzo che la gente è disposta a pagare per qualcosa eccede il suo valore così tanto da essere insostenibile. All’improvviso, un miliardario diventa nervoso e vende le sue azioni. Viene notato dagli investitori irrequieti che cominciano a svendere, a qualunque cifra, prima che il prezzo crolli. E la bolla, gonfiata al massimo, improvvisamente scoppia.
A Wall Street ci sono già stati scivoloni delle azioni IA: il 7 e il 14 novembre 2025, con perdite significative per Nvidia, Palantir, Meta e Oracle. Il 17 novembre Peter Thiel, l’oligarca che ha finanziato l’ascesa del Vice Presidente Vance, ha venduto fino all’ultima delle sue azioni Nvidia per un valore di 100 milioni di dollari. Il giorno dopo, Nvidia ha perso il 2% a Wall Street. Il 12 dicembre le azioni Oracle sono di nuovo crollate dopo che l’azienda aveva rimandato al 2028 l’espansione dei Centri Dati. Tra gli esperti finanziari si parla di un “bagno di sangue” per chi non venderà in tempo, prima che scoppi la bolla. Nonostante lo stato d’allarme, gli investitori continuano a finanziare IA. Perché abbandonare il mercato nel momento dei massimi guadagni? Finché l’orchestra suona, tutti vogliono ballare, tutti vogliono diventare miliardari dall’oggi al domani. La nuova febbre dell’oro gonfierà la bolla al limite. L’avidità speculativa è cieca, non tiene conto della realtà.
A luglio scorso, l’istituto di ricerca non profit “METR” (Model Evaluation & Threat Research) di Berkeley, California, ha pubblicato i risultati di una ricerca importante: ha assegnato compiti di programmazione a gruppi di esperti creatori di software, con e senza l’uso di strumenti IA. Gli esperti prevedevano che IA avrebbe velocizzato il lavoro del 40%. Questo è stato il test più rigoroso a tutt’oggi su come IA si comporta nel mondo reale. Quando METR ha controllato i risultati, ha scoperto che gli esperti avevano terminato i compiti più lentamente (del 20%) con IA di quelli che avevano lavorato senza IA. Nessuno si aspettava un simile risultato. Eppure i giganti tech investono miliardi in IA senza recuperare i costi: solo quest’anno hanno recuperato 60 miliardi, ma ne hanno spesi 400, indebitandosi per coprire la differenza. Le aziende che hanno comprato IA per essere più produttive e risparmiare sui salari, non vedono alcun impatto sui loro profitti, e preferiscono tenersi i lavoratori umani, invece dei robot.
Se magnifichi la tua merce oltre le sue effettive capacità, questa è la “bolla” destinata a scoppiare, quando il mercato scopre il tuo bluff. Lo studio di METR sulla performance di IA ha mostrato il divario tra capacità e affidabilità. Anche se i sistemi IA hanno imparato a svolgere una serie impressionante di compiti, faticano a completarli con la coerenza e accuratezza richieste dal mondo reale. Secondo i risultati del test di METR, IA completava i compiti senza errori solo al 50%, rendendo inutile il suo uso perché ogni volta doveva intervenire un umano a controllare e correggere. Gli esperti hanno perso un sacco di tempo a cambiare i codici prodotti da IA, più tempo di quanto ne avrebbero speso a fare il lavoro senza IA. Un partecipante ha descritto il processo come “l’equivalente digitale di tener d’occhio un programmatore giovane e inesperto, troppo sicuro di sé”.
I ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) hanno recentemente osservato i risultati di 300 iniziative IA rese pubbliche, e hanno scoperto che il 95% dei progetti non è vantaggioso, che IA non dà alcun impulso ai profitti. McKinsey, società di consulenza strategica, ha segnalato che più dell’80% delle aziende che usano IA non hanno avuto un tangibile impatto nei guadagni. La disillusione sta circolando, lo si vede dagli scivoloni di Wall Street.
Le compagnie IA spendono cifre assurde per comprare terreni su cui costruire i Centri Dati, che a volte restano inutilizzati per mancanza di fonti energetiche. ChatGPT, di Open AI, richiede così tanta e costosa potenza di calcolo che perde soldi ogni volta che lo usiamo. L’addestramento di GPT-4, costato 100 milioni di dollari, ha esposto il modello a TRILIONI di parole; l’esposizione a pochi milioni basta a un bambino per imparare a parlare con scioltezza. I Centri Dati mettono a dura prova le reti elettriche e fanno salire il costo dell’elettricità per tutti. La tecnologia IA nei Centri Dati ha una durata di conservazione, come i nostri cellulari. Per sostituirla, le compagnie tech dovranno continuare a spendere somme disastrose ogni paio d’anni.
L’intelligenza artificiale non è la prima moda tecnologica provocata da un’ondata di eccessiva campagna pubblicitaria. I media compiacenti creano una mitologia e diffondono il Verbo: IA trasformerà in realtà la fantascienza, curerà il cancro, porterà l’uomo su Marte, costruirà macchine volanti. Gli investitori super-ricchi sono sempre in cerca di progetti strabilianti e colossali quanto il loro ego. Gli inesperti vedono il mercato azionario come un casinò, in cui giocare d’azzardo con le fiches.
Le compagnie IA cercano di tenere la barca a galla il più a lungo possibile, e se la bolla scoppierà, si sono ammanicate così tanto con la Casa Bianca che Trump dovrà salvarle, perché IA sta puntellando l’intera economia americana. Dal 2023, l’indice Standard & Poor’s 500 (che rappresenta l’80% del mercato americano) deve più di metà della sua crescita a 7 compagnie soltanto: Alphabet (di Google), Amazon, Apple, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla. Questi colossi tech sono stati soprannominati “i Magnifici Sette”. La loro prosperità non si basa sui successi materiali di IA, ma sulle quotazioni azionarie spinte dalla speculazione.
Il crash delle compagnie Dot.com del 2000 è stato pesante, ma non ha provocato crisi economiche. Lo scoppio della bolla IA sarà diverso. Nella prima metà del 2025, la spesa per IA ha aggiunto più crescita al PIL americano di tutta la spesa congiunta dei consumatori. I dazi di Trump, uniti alle deportazioni in massa di lavoratori, avrebbero mandato in recessione l’economia americana. Ciò non è avvenuto perché tutta la spesa per IA agisce come un massiccio programma di stimolo, un salvataggio finanziario sostenuto dalle Magnifiche compagnie private. Un crollo di IA porterebbe al collasso della spesa, a disoccupazione e forte contrazione economica. Alcuni storici hanno notato somiglianze sinistre col crollo di Wall Street del 1929, che provocò la Grande Depressione.
Allora perché la bolla ci mette tanto a scoppiare? Perché Trump ha minacciato più volte di licenziare il presidente della Federal Reserve, la Banca Centrale degli USA, che vigila sui mercati e stabilisce i tassi d’interesse, il costo dei prestiti. La Federal Reserve è un organo indipendente dal governo, quindi Trump non può licenziare, minacciare o fare pressioni su un’istituzione vitale per la stabilità del sistema bancario e monetario. Eppure in questi mesi l’aspirante dittatore ha più volte costretto la Fed a tagliare il tasso d’interesse, rendendo più accessibile il credito, cioè l’indebitamento delle Magnifiche Sette che reggono le sorti di Wall Street. Parliamo di debiti astronomici che non saranno in grado di ripagare.
Open AI ha un buco di finanziamento di 207 miliardi. La spesa delle grandi aziende per le sole infrastrutture IA è salita a 349 miliardi quest’anno, con altri 5 trilioni di dollari previsti fino al 2028. Le banche che hanno prestato miliardi a Oracle per i suoi Centri Dati stanno coprendo il loro rischio con fondi speculativi. Se Oracle e altre compagnie IA non riescono a pagare i debiti, andranno in “default” (insolvenza, fallimento) insieme alle banche e alle società di “private equity” che hanno garantito i prestiti.
Appena la Fed taglia il tasso anche di un quarto di punto (0,25%), come ha fatto il 10 dicembre 2025, Wall Street riprende fiato dopo ogni scivolone. L’esplosione della bolla è rimandata perché lo stock market è drogato. Potrebbe essere un’attesa lunga mesi, ma c’è un limite fisiologico alla concessione di prestiti speculativi a compagnie insolventi. Così è crollata Wall Street nel 1929.
Nel mondo reale, la classe media è GIA’ ridotta alla soglia di povertà per i rincari causati dai dazi. La disoccupazione giovanile ha superato il 10% e 9 milioni di studenti hanno smesso di ripagare i debiti universitari. Negli ultimi nove mesi i pignoramenti in America sono aumentati del 21%. A 3 milioni di americani sono state sequestrate le auto che non riescono più a pagare. Si indebitano con le carte di credito per pagare l’affitto, per fare la spesa. Sono quindi aumentate le insolvenze delle carte di credito. Quando perdi la casa, significa che hai tagliato tutti i costi che potevi. L’unica speranza è che Trump ponga fine alla nefasta politica dei dazi e garantisca un’assistenza sanitaria alla portata di tutti, ma quando mai ai narcisisti maligni importa qualcosa della sorte degli altri?
Finora le vittime immediate dell’intelligenza artificiale sono stati artisti, scrittori, attori e produttori cinematografici, il cui lavoro creativo viene cannibalizzato e sostituito da IA. Vedi l’accordo tra Disney e Open AI che permetterà a ChatGPT di generare video con Topolino e altri 200 personaggi del cinema, senza veri attori e scrittori umani. Le Magnifiche Tech non hanno mostrato altro che disprezzo per l’arte narrativa, che mantiene viva l’immaginazione umana, quell’immaginazione di cui abbiamo bisogno per invenzioni, scoperte e innovazioni. L’intelligenza artificiale elabora soltanto “dati” (da noi già dati), non inventa, non crea nulla di nuovo.
L’economia americana è in pericolo per la massiccia concentrazione di ricchezza nelle mani dei pochi oligarchi che useranno IA per rimpiazzare la forza lavoro umana, polverizzando la ricchezza d’altri, distruggendo i loro risparmi. Quando la bolla scoppierà, molte compagnie IA saranno travolte, e sarà travolto anche il governo che le ha favorite. Dice un proverbio inglese: “Ogni nuvola nera ha un risvolto d’argento”.

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Economia Intelligenza artificiale Speculazione

Condivido, i messaggi di crollo della bolla IA arrivano da più parti, ma il timore è che insieme all’america sia travolto tutto il mondo… Purtroppo…
Condivido senza riserve il terrore che anche solo una parte degli scenari ipotizzati possa diventare realtà. L’idea che mi sono fatto è che gli USA (che, en passant, non si identificano con l’America né tantomeno con le Americhe, anche se amerebbero tanto che così fosse) siano prigionieri di sette giocatori d’azzardo che stanno puntando tutto su un 13 al Totocalcio che secondo il parere di molti non esiste, ossia l’Apparizione dell’Intelligenza, quella vera, dalle viscere del proprio modello di IA. Ma loro ci credono, temo, e giocano tutto perché pensano che se il 13 lo faccio io posso assolutamente e serenamente fottermene se tutto il resto salta per aria: io vinco tutto, anche il casinò. E divento Dio, che finalmente esisterebbe in modo inconfutabile.
👍
Bene Patrizia. E molto importante che qualcuno competente faccia un’analisi critica di quello che sta succedendo nella realtà con IA. Chi è in buona fede è ofuscato .intontito esaltato da questi pseudo risultati dell’IA. Gli altri in mala fede sono collusi nel bussiness. Comunque che scoppino !!!