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QUELLO CHE LE PAROLE POSSONO

RICCARDA LOMBARDI
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Sei un artista ad accarezzarmi e a soddisfare le mie esigenze. Mi prendi e mi fai – ogni volta – godere, consapevole di ciò che voglio, disponibile ad accarezzarmi piano e intensamente, osservando il mio corpo muoversi sotto di te. Sai che ti ho aspettato tanto e che in ogni istante del lungo inverno senza di te penso al momento in cui mi avvolgerai possedendomi. Hai perso quell’ardore capace di strappare le difese naturali, hai perso la presunzione di chi si pone prepotentemente bruciando chi si stende sotto di te. Tu, invece, sei concentrato sul mio piacere! Sei pacatamente consapevole della tua bellezza e pensi che ogni istante donato a me sarà un dolce ricordo dei nostri carnali incontri fugaci. È sempre poco il tempo che sto con te! Ti desidero sempre e per sempre. Che bello che sei sole d’agosto!

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E poi c’è lui. Sempre disponibile ad aiutarti, complice della tua insana relazione. Come un amico che ti presta le chiavi di casa affinché l’incontro sia indimenticabile si infuria quando percepisce che la relazione può essere dannosa. Altre volte sorride leggero vedendo i corpi lasciarsi andare al piacere sotto il suo sguardo vigile. Diciamolo, mio caro vento, sei un po’ guardone.

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Lei è gelosa. Non di quella gelosia sottile. Appena può si frappone tra noi con la complicità di quell’altra che gira sempre intorno. Ma sono io che decido, sempre. Nessuno mi toglie ciò che voglio. E se io voglio ottengo perché Lui è mio. E non perché lo possiedo ma perché lo desidero. Nulla lega di più del sentirsi desiderati. Anche quando lei si intromette Lui non smette di cercarmi. Inizia di nascosto sfiorandomi un piede e poi sale su per le gambe fino ad invadere il mio ventre. E quando il calore riempie il mio viso è Lui che ha me. Il piacere del piacere dell’altro. Ombra non ti temo.

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RICCARDA LOMBARDI
RICCARDA LOMBARDI

È un ulivo pugliese trapiantato a Roma. Considera la scrittura la sua forma di fuga e di alimento per l'anima esercitando, nella vita, una professione "molto fiscale". Il suo incontro con la Rivista Intelligente è avvenuto per caso in un momento di crisi di identità illuministica. Spaziare con le parole e giocare con esse è diventato il suo eremo: dolce rifugio nei momenti difficili. Ma le parole - si sa - sanno essere crudeli: a volte girano nella testa ma non si trasferiscono sulla carta. Io suo desiderio è un trasformatore di pensieri: una via diretta dalla mente alla carta.

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