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Cucina Intelligente

Ragù assassino

FRANCESCA TURCHETTI
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Illustrazione Stefano Navarrini ©

 

Un banconista stava sistemando prodotti vegani nell’apposito banco frigo. Spezzatino di Seitan, arrosto di farro, burger soiasun, tofu alla piastra, straccetti di riso e tempeh. Un lavoro molto noioso, dove è facile distrarsi. Forse per questo, o forse perché aveva altri pensieri in testa, lasciò accanto alla fila dell’arrosto di farro una confezione di sugo pronto: ragù alla bolognese.

Ragù, appena resosi conto dell’errore, iniziò a tremare di paura, minacciato da tutti quei cibi vegan che lo osservavano torvi. Iniziò a parlargli, altero, l’arrosto: «Noi siamo cibi sani, per insaporire solo aromi biologici come alloro, basilico, rosmarino. Perché è questo il modo di nutrirsi, il corpo è un tempio e come tale si deve trattare. Quali sono i tuoi ingredienti?».

Ragù si sentì in pericolo, già si immaginava buttato fuori da una massa di alimenti furiosi; balbettando a bassa voce elencò i suoi ingredienti: «Sono composto di acqua, carni 29,5 %, concentrato di pomodoro, carote, cipolle, olio di semi di girasole, sedano, amido modificato di mais, sale, estratto di lievito, zucchero, aromi (con lattosio), pepe. Però sono senza glutine!». E alzando la voce per darsi un tono soggiunse: «Inoltre sono buono, voi non mi avete mai assaggiato, ma sono la gioia dei single che lavorano tutto il giorno, aprono la scatoletta e il gioco è fatto». Stava riprendendo vigore, guardò con sfida la confezioni macrobiotiche che lo circondavano.

Lo spezzatino di Seitan, che faceva fatica a stare zitto, sbottò con sommo disprezzo: «O bischero, che tu credi di essere meglio di noi perché sei di una grande marca? Tu avveleni la gente, sei un assassino: il lattosio, lo zucchero, l’amido modificato. A te ti comprano solo i vecchietti assuefatti al tuo sapore perverso. Noi entriamo in bocche giovani e corpi ben allenati. Altro che bastoni della vecchiaia, noi siamo i bastoni della giovinezza».

Sulla parola assassino il clima si stava riscaldando, chi parlava di senso di responsabilità, chi urlava che quella confezione di ragù doveva essere eliminata. Quand’ecco che una mano femminile aprì il banco frigo e prese il ragù alla bolognese. «Finalmente ti ho trovato. Vedrai che bella sorpresa facciamo agli amici, domenica, con le tagliatelle appena comprate».

Sul banco Mestolo di grano calò il silenzio. Ma come, una giovane donna non vegana proprio fra loro?

Per Ragù fu amore a prima vista. Si ripromise di sobbollire con amore per la sua bellissima salvatrice, sognando il momento in cui la tagliatella intrisa di lui avrebbe fatto ingresso in quella candida chiostra di denti, sentendosi sciogliere al pensiero di venire masticato da quell’angelo. Se, come tutti i cibi, era destinato a finire in una bocca, che almeno fosse sensuale, morbida, gentile… Fu una morte di passione culinaria.

 

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FRANCESCA TURCHETTI

Orgogliosa di far parte della Generazione X in un mondo alla deriva, mi sono buttata sulla scrittura come panacea di tutti i mali. Più che scrittrice posso affermare senza timore di smentita di essere scribacchina, cercando di guardare e descrivere con occhio ironico e distaccato i moti del cuore, la vita difficile, i turbamenti di una vecchiaia che incombe; talvolta riusciendoci, altre volte fallendo in maniera poco onorovole. L'importante è provarci.

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