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GIOVANNA NUVOLETTI
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Immagine dell'Autrice

a) Piango ogni due per tre. Mi vergogno ma mi piace – finalmente quattro endorfine in circolo là dove domina la velenosa adrenalina. Come un balsamo nel mio sangue dolorante, nel mio corpo inutile

b) le commesse del super mi dicono ciao appena entro. Mi aiutano, mi coccolano quando esco. Non si spazientiscono quando esco e non trovo le monetine per pagare. Mi ripetono l’ammontare del conto quando non capisco, gentilmente

c) più o meno so ancora fotografare, leggere e scrivere, ma non ho fatto altro per tutta la vita

d) ho tanta paura che “quelli che il popolo” scoprano che ho letto un sacco di libri, e mi sbattano in un qualche lager per élite o direttamente mi gasino. Quando vedo Salvini tremo e urlo, quando penso a Casaleggio mi nascondo sotto il letto

e) sto cercando di iscrivermi a Instagram, ma vado nel panico

f) ho dimenticato quello che volevo dirvi, era urgente

il resto segue, se me lo ricordo

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GIOVANNA NUVOLETTI
GIOVANNA NUVOLETTI

Sono nata nel 1942, a Milano. In gioventù ho fatto foto per il Mondo e L’Espresso, che allora erano grandi, in bianco e nero, e attenti alla qualità delle immagini che pubblicavano. Facevo reportage, cercavo immagini serie, impegnate. Mi piaceva, ma i miei tre figli erano piccoli e potevo lavorare poco. Imparavo. Più avanti, quando i ragazzi sono stati più grandi, ho fotografato per vivere. Non ero felice di lavorare in pubblicità e beauty, dove producevo immagini commerciali, senza creatività; ma me la sono cavata. Ogni tanto, per me stessa e pochi clienti speciali, scattavo qualche foto che valeva la pena. Alla fine degli anni ’80 ho cambiato mestiere e sono diventata giornalista. Scrivevo di costume, società e divulgazione scientifica, per diversi periodici. Mi divertivo, mi impegnavo e guadagnavo bene. Ho anche fondato con soci un posto dove si faceva cultura, si beveva bene e si mangiava semplice: il circolo Pietrasanta, a Milano. Poi, credo fosse il 1999, mi è venuta una “piccolissima invalidità” di cui non ho voglia di parlare. Sono rimasta chiusa in casa per quattro/cinque anni, leggendo due libri al giorno. Nel 2005, mi sono ributtata nella vita come potevo: ho trovato un genio adorabile che mi ha insegnato a usare internet. Due giovani amici mi hanno costretta a iscrivermi a FB. Ho pubblicato due romanzi con Fazi, "Dove i gamberi d’acqua dolce non nuotano più" nel 2007 e "L’era del cinghiale rosso" nel 2008, e un ebook con RCS, "Piccolo Manuale di Misoginia" nel 2014. Nel 2011 ho fondato la Rivista che state leggendo, dove dirigo la parte artistico letteraria e dove, finalmente, unisco scrittura e fotografia, nel modo che piace a me.

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