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Racconti

Roma, la luna e tu

Paolo Messina
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Foto Giovanna Nuvoletti Roma Castel Sant'angelo

Foto Giovanna Nuvoletti

«Bella serata»

«Sì, sono stata bene»

«Meno male. Peccato non si sia vista la luna»

«Tante idee, progetti. Non saremo troppo vecchi per tutte queste cose?»

«Hai visto come è chiara questa sera? Sembra sia ancora estate»

«Avrei pure diritto a essere stanca…»

«Ci vorrebbe più poesia. Personalmente sento di non essere vicino al sentire della Merini, o di Montale»

«Non li metterei sullo stesso piano. Montale è su tutt’altri livelli»

«Meno male che te lo sento dire. Ho timore a esprimere riserve su certi nomi. È come parlar male di Garibaldi. Comunque mi sento più vicino a Lorca, Neruda, Quasimodo»

«Ognuno è poeta della propria lingua. Lorca e Neruda sono spagnoli»

«Appunto, io sono partenopeo. Ma dove sarà la luna?»

«Io mi sento vicina a Juan Ramon Jimenez e a Emily Dickinson»

«Tu sei di lingua universale»

«E questi che ci fanno, contro mano sul lungotevere, a mezzanotte, sui pattini? Tutti in fila»

«Sembrano fantasmi usciti da atri muscosi e fori cadenti.»

«No, sono solo americani fessi in gita sui pattini. Non puoi spegnere quel coso che continua a strillare? Te lo dico io come si arriva a casa mia»

«Non lo so zittire il navigatore. Lo spengo»

«Ecco, gira qua. È vietato contromano e pericoloso, ma noi lo facciamo sempre»

«Così però non vale. Ci riusciremo a mettere insieme tutti questi propositi? Avrei quasi voglia di essere stanco»

Siamo arrivati. Mi fermo.

«È davvero chiara questa notte. Ce la faremo bastare per i pensieri briachi»

«Sì. mezzanotte è passata. È già domani. E domani è un altro giorno e si vedrà. E se non ci si vede accenderemo la luce»

«Certo. L’hai presa tu la Luna?»

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Paolo Messina
Paolo Messina

Nasce nel 1960 a Porto d’Ischia in una sera d’aprile. Nel ‘66 la famiglia si trasferisce a Roma. Studia fino alla maturità scientifica, in uno dei più turbolenti licei della capitale negli anni compresi tra il golpe in Cile e il rapimento Moro. Qua conosce la sua compagna di banco e di avventura, Laura. Nel 1980 già lavorano entrambi, ma si accorgono che c’è solo un’estate a vent'anni, perciò comprano una moto, si licenziano e partono in un viaggio che finisce quando finiscono i soldi, tenuti nascosti in un rotolo di carta igienica. Nel 1981 grazie a un concorso fatto ai tempi del liceo Paolo ottiene un impiego presso una grande azienda di servizi a capitale statale. Comprano una piccola casa a Roma, zona Magliana, quella della banda, contando di poter tornare a Ischia appena possibile ma non è possibile. Nel 1991 mantiene la promessa di trasferirsi al mare e va in Maremma. Qui, quando non sopporta più di essere un triste impiegato in un triste ufficio di una triste azienda si licenzia. Ora è titolare di una piccola ma prestigiosa azienda nel settore enogastronomico di qualità tipica e biologica. Da quasi quarant’anni non è sposato con Laura. Paolo Messina ha scritto due raccolte di racconti, stampate in proprio da PC in poche decine di copie, e la raccolta “Interferenze Indiscrete”, tramite il sito “Il miolibro” de La Feltrinelli. ha pubblicato nel 2007 per Il Filo editore la raccolta di poesie “Baci di Arcobaleni Sbiechi”. Del 2011 pubblica su La Rivista Intelligente, di cui dal 2012 è collaboratore stabile.”

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