SHE’S LEAVING HOME
Il nome della Bionda, Gualtiero questo non lo sa, è Livia.
Livia pensa spesso a sua madre, una donna meravigliosa, unica nel suo genere, modella e amante di Schifano, di Tano Festa e Franco Angeli. Livia la Bionda si sente figlia di tutti questi grandi artisti anche perché un vero padre non ce l’ha. Quando nacque, nel 1965, fu accolta come un dono della natura da tutta la comunità creativa che imperversava a Roma tra piazza del Popolo, via del Babuino e via di Ripetta. Ancora in fasce, in braccio a mamma Ingrid sorridente, attorniata dalla solita frotta di genii, presunti tali e comprimari seduti in via della Croce, a un tavolo di Otello alla Concordia, Livia sgranava gli occhioni azzurri ascoltando i discorsi visionari di quella generazione eccezionale, che la considerava figlia di tutti e di nessuno.
Ricordi che Livia tiene stretti nel suo cuore, ora che anche la madre non c’è più.
Memorie di una vita a cento all’ora che ha deciso di non emulare. Continuando a respirare arte, è diventata la numero uno dei galleristi romani: via Margutta è il suo regno, il suo lavoro, la sua vita, ma ha preferito tenere a distanza i fantasmi lisergici che potrebbero risucchiarla in ricordi esaltanti ma anche troppo dolorosi, per una
ragazzina. Livia ha scelto la tranquillità e nessuno mai le farà cambiare idea.
La sua casa è al quinto piano di un bel palazzo della Balduina. Proprio davanti a quello di Gualtiero. (Continua)
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Ed ecco un altro personaggio, Livia, misteriosa e affascinante….che ne sarà di lei e di Gualtiero?
E c’entra qualcosa con God Jeff?