Romanzo d’appendice – 18

I’VE JUST SEEN A FACE

Gualtiero è solo, a casa. Ormai ha preso l’abitudine di andare avanti a scrivere anche senza Zippo. Ogni sera aggiunge un pezzetto di questa storia che lo accompagna da sempre, e di cui ora si sente quasi padrone. Può re-inventare interi capitoli di vita vissuta dai Beatles, i suoi idoli. Taglia e cuce, inserisce episodi noti a pochissimi, innesta, pota, analizza.
Come spesso fa, alterna il momento creativo a pause che dedica alla navigazione in internet, alla ricerca di informazioni ma anche facendo scorribande sui social network, dove intrattiene rapporti con molte persone.
La notifica di un messaggio privato appena pervenuto su Facebook attrae la sua attenzione. E’ lo strano contatto di cui aveva accennato a Zippo, una persona che si attribuisce il nome, chiaramente falso, di Susan Smith. Gualtiero l’aveva notata per certi interventi che avrebbe potuto definire stravaganti, quasi assurdi; tuttavia rivelatori di un angolo visuale diverso ma assolutamente verosimile, su vicende riguardanti i Beatles. Faceva parte, come d’altronde Gualtiero, di uno di quei gruppi un po’ stucchevoli di appassionati ed esperti o presunti tali, a livello mondiale, sempre in gara nel superarsi nella conoscenza di dettagli o aneddoti succosi. Non partecipava quasi mai alle discussioni, ma quando lo faceva erano dolori. Attizzava polemiche sanguinose, con affermazioni perentorie, spesso sarcastiche, per poi sparire subito dopo.
Incuriosito dal personaggio, Gualtiero le aveva chiesto l’amicizia e lei, contro ogni previsione, gliel’aveva accordata subito. Questa Susan era un tipo davvero strano.
Aveva risposto a un suo intervento in cui accennava al fatto che era impegnato nella scrittura di un film sui Beatles e che prevedeva grosse difficoltà riguardo al momento in cui avrebbe dovuto parlare degli anni in cui John Lennon era praticamente sparito dalla scena pubblica. Si era dedicato al figlio Sean? Si era disamorato del mestiere di musicista? Aveva problemi seri con la droga, o addirittura col governo degli Stati Uniti per via del suo impegno pacifista? Lei, Susan, a questo punto si era inserita rispondendo direttamente a lui con una frase
enigmatica: “ I don’t think so, Gualtiero. John was beyond.”
Questa però era la prima volta che gli mandava un messaggio privato.

“Non credo proprio, Gualtiero. John era oltre.” (Continua)

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