Sotto_il_melo_la_liberta

Sotto il melo la libertà

Insomma lui la voleva fare li’, sotto al melo. Valerio anni tre, con la maglietta rossa, raccolta sulla pancia, correva nudo sul prato, verso il melo, rincorso dal padre e ripeteva: “la voglio fare qui!”
Il padre sapeva benissimo che per Valerio era una abitudine, ma, trovandomi così di primo mattino seduta nella mia poltroncina di vimini a leggere, cercava di negare al figlio il comportamento libero, adducendo: “questa volta, poi basta, adesso cerchiamo un bastoncino, e poi andiamo a buttarla nel bosco “
Valerio che non le aveva mai contate sapeva benissimo che la faceva lì, sotto al melo ogni mattina e stamattina con gli occhi sbarrati ripeteva “sì papa’, questa volta, poi basta”.
Divertita li osservavo entrambi.
Valerio che viveva questa esigenza quotidiana liberamente non vergognandosi dello sguardo di terzi, il padre che, mentendo, cercava di negare la libertà che gli aveva concesso, anzi insegnato. “In vacanza, in montagna, si e’ liberi e se ti scappa ‘il bisogno’ si fa fuori di casa.“
Ogni anno ci ritroviamo per ferragosto e insieme condividiamo questo territorio, liberi dai vincoli della città. Io ad esempio sono sempre scosciata, indosso una maglia di cotone lunga, color viola, anni ‘90 con una scritta rossa : yes.
Chissà yes a cosa o a chi ?
Tutto il giorno con questo capo.
Se potessi circolare così per il paese, la indosserei. Ci dormo pure. Giorno e notte, un solo indumento.
Ricordo le parole del mio pediatra: lei vada lì, a Roccamalatina, che starà bene lei e i figli.
Si, aveva ragione, qui fuori da ogni schema, nel silenzio interrotto dal vento, tutto verde intorno, si sta proprio bene, ancor meglio quando arriva il profumo di salsicce arrosto .
Luca, padre di Valerio, ha altri due figli adolescenti, Roberto anni undici e Chiara anni tredici.
Sono i figli del precedente matrimonio, che, dopo la separazione, il padre ogni anno porta con sé in vacanza, nel rispetto degli accordi stabiliti in tribunale.
Questi due ragazzini hanno l‘aria da furbacchioni, obbedienti: sempre pronti a dire “si” e poi, appena possono, sfuggono e si nascondono.
Chiara ha sempre il cellulare tra le mani e quando trova il bagno del cortile libero, ci si chiude dentro, presumo a chattare.
Roberto usa il bagno del cortile per lunghe sedute mattutine e, proprio questa mattina. mentre il fratellino Valerio cercava il melo per i suoi bisogni, Roberto usciva dal bagno, dopo tre richiami del padre, disinvolto, con le cuffie bluetooth nelle orecchie forse per ascoltare musica, utile alla concentrazione dei suoi bisogni.
Che dire o scrivere, due generazioni a confronto , infanzia e adolescenza, entrambe senza vergogna… il non sentirsi sbagliato!

 

2 commenti su “Sotto il melo la libertà”

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