Non ho imparato
la meraviglia a scuola
non c’era scritto
nell’indice dei nomi
dove guardare
se servivano le lenti
se scrutarmi dentro
sarebbe stata un’operazione dolorosa
un punto a capo
cambia lo spazio
cambia l’impressione
la vita cambia
cambia la gente
cambia la stagione.
Sono passati gli anni
mi sono diviso in vari territori
anche a inumidire il dito
mi sono esercitato
ho sfogliato qualche libro
ho fatto qualche osservazione
sono i ricordi adesso
che ogni tanto fanno scuola.
Ma la vecchiaia comunque non impara
nessuno insegna a leggere nel testo
l’importante è il senso
che di continuo si sposta tra le righe
non si trova
pazienza ancora per lo stile
per la punteggiatura
come si dice perfettamente
una parola.
Da tenere a mente i nomi sono pochi
sono più dense adesso
le preoccupazioni
ma ho scoperto, questo infine
forse, è lo stupore
che nessun strumento aiuta
rassicura
c’è qualche volta luce senza previsione
che l’algebra del tempo inciampa
si confonde
ritorna sull’errore
e che l’inverno scorre
vive
c’è un canto della terra
anche nella neve silenziosa.

Jozef Wilkon per "Il maestro e Margherita" di Michail Bulgakov

Stupefacente