Caricamento

Digita la ricerca

Editoriale

Terrorismo: Che fare?

GIOVANNA NUVOLETTI
2.321 visite

Il Parlamento europeo Elaborazione di Giovanna Nuvoletti

 

Così di colpo di fronte a tanto orrore non so che dire – ma per certo so che quelli che hanno la ricetta pronta in tasca lo sanno ancora meno di me.

 

 

Per cominciare: c’è chi pensa che i nostri nemici siano una razza, invece si tratta di una setta, ricca, potente e con ramificazioni ovunque, con intenti di dominio universale. Perché non tutti gli arabi sono terroristi, e non tutti i terroristi sono arabi. Isis uccide chiunque non si pieghi alla sua deforme versione di Islam sunnita, chiunque non sia in Isis: cristiani, ebrei, arabi non musulmani, musulmani sciiti, curdi, yaziti, e anche sunniti non estremisti. Anzi, finora sono musulmane la maggior parte delle vittime. Inoltre: molti di Isis sono nati in Europa, e magari sono biondi con gli occhi azzurri, convertiti, con i passaporti europei.

 

 

C’è chi, in preda alla paura, esprime odio. Anch’io ho paura: per me, per i figli, per i nipoti che girano per tutta Europa. Per la nostra vita, cultura, libertà. Ma dobbiamo ricorrere alle armi loro? Fare strage di tutti i musulmani che scappano qui – e proprio da ISIS – solo perché fra loro potrebbero essersi infiltrati degli assassini? Bombardare con l’atomica Arabia Saudita e Qatar, come finanziatori? Non credo.

 

 

Ci sono anche miei astuti contatti web, che mangiano pane e volpe ogni mattina, per i quali dovremmo proclamare che è colpa nostra, di noi schifosi occidentali, del capitalismo e della nostra mancanza di VERI VALORI. Dovremmo trattare con chi dichiara che vuole conquistare il pianeta, piegarci alla sua setta e ammazzare chi non ci sta, e fare di noi donne tante schiave. Calare le braghe? E come? Convertendoci? Suicidandoci in massa per fargli risparmiare la fatica? Guarda che se mettono una bomba mica guardano se lì ci sei tu, che sei tanto loro amico. Se ci invadono, decapitano anche te, a meno che a tua volta non ti unisca al boia nel decapitare noi.

 

 

 

Altri, più calmi, suggeriscono che ci vuole una super INTELLIGENCE; giusto. Ma siamo molto in ritardo, come Europa, lo si vede a occhio nudo. Insieme allo spionaggio sarebbe inoltre necessario un paziente e convincente lavoro di educazione, cultura, integrazione, presso i tanti stranieri che vivono con noi – e non si fa in un momento. Non si improvvisa.

 

 

Forse sarà necessaria anche la distruzione del loro “stato”, Daesh – con la guerra vera, che è spaventosa e si aggiungerà alle nostre colpe precedenti. Ma non basterà. Isis è franchising, è virus potente che si diffonde ovunque.

 

Di più non so dire. Sono confusa.

Tags:
GIOVANNA NUVOLETTI
GIOVANNA NUVOLETTI

Sono nata nel 1942, a Milano. In gioventù ho fatto foto per il Mondo e L’Espresso, che allora erano grandi, in bianco e nero, e attenti alla qualità delle immagini che pubblicavano. Facevo reportage, cercavo immagini serie, impegnate. Mi piaceva, ma i miei tre figli erano piccoli e potevo lavorare poco. Imparavo. Più avanti, quando i ragazzi sono stati più grandi, ho fotografato per vivere. Non ero felice di lavorare in pubblicità e beauty, dove producevo immagini commerciali, senza creatività; ma me la sono cavata. Ogni tanto, per me stessa e pochi clienti speciali, scattavo qualche foto che valeva la pena. Alla fine degli anni ’80 ho cambiato mestiere e sono diventata giornalista. Scrivevo di costume, società e divulgazione scientifica, per diversi periodici. Mi divertivo, mi impegnavo e guadagnavo bene. Ho anche fondato con soci un posto dove si faceva cultura, si beveva bene e si mangiava semplice: il circolo Pietrasanta, a Milano. Poi, credo fosse il 1999, mi è venuta una “piccolissima invalidità” di cui non ho voglia di parlare. Sono rimasta chiusa in casa per quattro/cinque anni, leggendo due libri al giorno. Nel 2005, mi sono ributtata nella vita come potevo: ho trovato un genio adorabile che mi ha insegnato a usare internet. Due giovani amici mi hanno costretta a iscrivermi a FB. Ho pubblicato due romanzi con Fazi, "Dove i gamberi d’acqua dolce non nuotano più" nel 2007 e "L’era del cinghiale rosso" nel 2008, e un ebook con RCS, "Piccolo Manuale di Misoginia" nel 2014. Nel 2011 ho fondato la Rivista che state leggendo, dove dirigo la parte artistico letteraria e dove, finalmente, unisco scrittura e fotografia, nel modo che piace a me.

  • 1
Precedente
Successivo

Ti potrebbe piacere

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *