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Tre porci

SALVATORE RONGA
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G. Grosz, Sunny Land, 1920.

 

Erano tre fratelli e si somigliavano l’un l’altro. Il primo amava il mare e pensò di costruire un bungalow sulla spiaggia.
«È una casa di paglia» si giustificò con chi gli fece notare che sul demanio non si poteva costruire.
Il secondo, invece, amava la montagna. A mezza costa costruì la sua casa. «È una povera baracca» si difese.
«Ci ripongo gli attrezzi quando vado a caccia.»
Il terzo amava ricevere. Costruì una solida casa, con tante camere, anche se aveva la licenza per poche stanze. Nessuno di loro amava la legge.
«Al lupo!» grugnì il primo, dopo la mareggiata. «Al lupo!» grugnì il secondo dopo lo smottamento. «Al lupo!» grugnì il terzo, per non distinguersi dagli altri due. Ma il lupo non c’era, c’erano solo tre porcellini che, avendola fatta franca più volte, erano cresciuti troppo.

 

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SALVATORE RONGA

Nacque a bordo di un’isola nel golfo di Napoli, Ischia. Sbarcò raramente, così da poter attribuire al rollio ogni tormento esistenziale. Sperimentò varie forme di gastrite. Perse i capelli, ma non perse tempo a raccoglierli. Amò più di quanto i suoi amici sospettassero e odiò molto meno di quanto i suoi nemici avessero creduto. Venne alla luce il 13 luglio 1969 e da allora non fa che scrivere e riscrivere il suo epitaffio.

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