Un luogo minuscolo chiuso tra i monti, gli alberi, la vegetazione selvaggia, cui si accede solo attraverso un percorso accidentato del bosco. Ma radioso per la vista che offre: cime innevate, cieli azzurri quando sono azzurri: Sassaia, questo il suo nome e non potrebbe essere altrimenti.
Bruno, barba incolta e capelli lunghi, vi abita da tempo, in una casa senza acqua corrente, senza elettricità, senza connessione, gelida nei lunghi inverni da cui sembra non venire mai fuori. Ogni giorno percorre il sentiero scosceso per arrivare ad Alma, il paesino sottostante, che ha un minimo di modernità da esibire.
Ad Alma c’è la scuola elementare in cui Bruno insegna: 13 bambini che il maestro ama come se fossero suoi figli. Una mattina, è sconvolto dall’arrivo di una giovane donna: capelli rossi, fisico magrissimo, abbigliamento fantasioso.
La ragazza è carica di bagagli e Bruno la vede infilarsi nella casa di fronte, disabitata da anni, prima di proprietà della vecchia Jole. Ad accompagnare la donna c’è un uomo più anziano, vestito di tutto punto, un gentleman.
Con molte difficoltà iniziali i due cominciano a frequentarsi: entrambi chiusi in se stessi, lui tremebondo, lei aggressiva, nascondono le loro piaghe; lui privato di vite amate, lei che ha privato della vita un essere umano. Ben presto sublimano il loro strano rapporto facendo l’amore in modo quasi brutale.
Il racconto delle loro esistenze torna spesso indietro, specie a quella di Emilia, la “foresta” come la chiamano in paese, ai tempi in cui era rinchiusa nel carcere minorile. Le sue compagne, tra cui spicca la figura di Marta, le sue insegnanti e le sue psicologhe.
Emilia tiene nascosto tutto, soprattutto a Bruno, il passato è troppo orribile, vergognoso perché venga alla luce. Anche Bruno, che pure comincia a curarsi di più si tiene stretti i suoi ricordi dolorosi. Sono due buchi di disperazione e di solitudine, anche se l’amore che inizia a legarli, li avviluppa sempre di più.
E’ un romanzo crudele quello che srotola Silvia Avallone (secondo premio allo Strega 2010 con “Amianto”), un romanzo senza sconti, in cui due anime sperdute cercano riparo da se stessi per ritrovare se stessi.
CUORE NERO – Rizzoli ed. – 2024


L’Avallone mi pia ce tanto,scrive bene.La seguo dai tempi di Acciaio ho letto molto di lei,Un’amicizia per esempio due giovani donne che non dovrebbero incontrarsi,eppure le mette l’una di fronte all’altra,colmandoin qualche le loro due solitudini.
Cuore nero non l’ho letto ma forse quest’estate lo farò. La recensione è come sempre impeccabile, incuriosisce.👏👏
Grazie Maddalena. Il libro è davvero bello
👍