Il titolo che ho dato a queste poche righe, dedicate all’ultimo romanzo di Salvatore Ronga, “Della casa al mare”, per i tipi de La Valle del Tempo, mi è balenato man mano che la lettura mi conquistava avvincendomi.
Vi devo uno spiegone, noioso come tutti gli spiegoni, specialmente quelli delle professoresse di lettere, ma tant’è… abbiate pazienza.
Il termine quête deriva dal francese e significa ‘ricerca’. Tale espressione è tradizionalmente legata al concetto di viaggio: nei romanzi cortesi, ad esempio, il cavaliere segue un percorso, una peregrinatio, che lo porterà a destinazione non solo nella dimensione spaziale, ma pure in quella personale, spirituale e psicologica, raggiungendo un ideale punto di arrivo. Questa ricerca spirituale può estendersi e attraversare altri concetti, il più noto è certamente quello amoroso, ma troviamo anche la soluzione di un enigma, lo scioglimento di una pena, il ritrovamento di un personaggio o di un oggetto.
La ricerca (ed immediatamente il pensiero non può non andare a quella del tempo perduto, in questa vicenda particolarmente vivo e presente e il suon di lui…) è mirata al conseguimento di un obiettivo da parte di una pluralità di personaggi spesso in concorrenza fra loro. In molti casi l’azione è perseguita lungo tutto il poema cavalleresco (penso all’”Orlando Furioso” su tutti), perché rilanciata dal susseguirsi di fallimenti, false piste, illusioni e fraintendimenti. A fronte di ciò, l’intero racconto si sviluppa attorno alla ricostruzione della totalità.
Perché annoiare i miei 12,5 lettori (conosco i miei limiti, caro Lisander…) con la pappardella di cui sopra? Perché tutti i personaggi del romanzo di Salvatore Ronga, articolato in cinque parti, cercano un qualcuno e un qualcosa, una soluzione e un’assoluzione, un inizio e una fine: una risposta, insomma, che metta finalmente un punto alla quête, ricostruendo fatti e atmosfere, torti e ragioni, anni e stagioni, condividendoli con chi, come chi scrive, ha vissuto e conosciuto analoghi ambienti e tipi, mode e manie, suggestioni e sconvolgimenti. Ischia è il labirinto naturale e della mente, dove i ricordi perseguitano e salvano, definiscono chi c’è e chi manca.
La quête di Enrico, il protagonista, e degli altri personaggi intorno a lui – e soprattutto intorno alla casa al mare della famiglia di Enrico, con i segreti e il dolore che raccoglie – ci porta a esplorare anche la nostra memoria, le nostre debolezze e fragilità. Perché, in fondo, parafrasando il grande Bardo, noi siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i nostri ricordi.
Salvatore Ronga – Della casa al mare – La Valle Del Tempo Edizioni


Brava tu e bravo lui ❤️❤️🦋🦋
Grazie, Direttora! Il talento di Salvatore Ronga si conferma una volta di più 👍