Era un quartiere residenziale sulla collina, con strade strette che salivano e scendevano, fiancheggiate da alberi alti e giardini. Il marito e la giovane moglie aspettavano il tramonto per la consueta passeggiata, quando il traffico del rientro dal lavoro era cessato. Nella brezza serale, le siepi fiorite riempivano l’aria del loro profumo. Dalla strada si intravedevano le vetrate illuminate delle case, con famiglie sedute a tavola per la cena.
La moglie teneva sottobraccio il marito e magnificava il profumo dei fiori. Lui affrettava il passo e si scioglieva dalla sua presa. Non amava le effusioni, le parole vacue della moglie, che rompevano il silenzio della sera. “Sei così anaffettivo!” pensava lei, e cercava di stargli dietro.
Quella sera non avevano litigato, ma lui era sempre di cattivo umore, come non gradisse più la sua compagnia. La giovane si era stancata di corrergli dietro, e lo lasciò andare. A una curva della strada udì un miagolìo sommesso, che veniva da sotto un’auto parcheggiata. Si avvicinò e alla luce di un lampione vide un gatto, così piccolo che pareva appena nato. Aveva il pelo rosso tigrato e volgeva verso di lei il muso curioso. Si chinò a salutarlo. “Ciao, tigrotto!” Il cucciolo uscì da sotto l’auto e si lasciò carezzare.
Non vedendo più il marito sulla strada, la giovane si alzò ed affrettò il passo. Il tigrotto le corse dietro a salti e sobbalzi, reggendosi a malapena sulle zampe. Era un amore, e la donna si fermò di nuovo per carezzarlo e poi fingere la fuga per il piacere d’essere rincorsa da quell’esserino vivace e traballante.
La strada del quartiere terminava nell’incrocio con un viale a scorrimento veloce. La giovane si chinò a raccogliere il gatto, ma l’uomo, che aveva rallentato il passo per affiancarla, le disse: “Che fai, con quell’animale? Posalo subito”.
“Mi segue fin da casa. È pericoloso per lui attraversare l’incrocio”.
“Mettilo giù, o non smetterà più di seguirti”.
La donna lo posò e gli fece cenno con le mani di tornare indietro. Ma il micino la seguiva fiducioso con la sua buffa andatura saltellante.
“Non voltarti a guardarlo! Sbrigati a traversare”.
La donna, con l’anima in pena, si trattenne dal voltarsi e attraversò di corsa l’incrocio senza semafori.
Nell’oscurità della sera, un’auto sportiva arrivò da nord a tutta velocità sul rettilineo. Oltre il rombo del motore, la donna percepì un miagolio soffocato. Si voltò atterrita e vide il corpicino schiacciato sull’asfalto. Corse a toccare il mucchietto d’ossa senza più vita, lo raccolse tra le mani e scoppiò a piangere. Quella vita appena nata le aveva dato gioia e attenzione, e lei l’aveva tradita per compiacere un uomo insensibile.
“Falla finita”, le gridò il marito, mentre tornavano verso casa. “Gettalo fra i cespugli”. La giovane camminava sconvolta, tenendo il batuffolo di peli fulvi tra le mani. L’inerzia del piccolo corpo spento provocava in lei un pianto disperato che non riusciva a reprimere. L’uomo, temendo che il vicinato la sentisse, la distanziò quasi correndo, ed entrò in casa sbattendo il portone. La donna andò nella rimessa, prese una pala, e depose il gattino morto ai piedi di un albero del giardino dietro casa.
I singhiozzi le scuotevano il torace mentre scavava la piccola fossa e interrava il micino dentro una scatola da scarpe. Piangeva la morte della creatura come fosse la propria morte, e la fine irrevocabile dell’amore.


triste ma profondo della miseria umana. Grazie
Realistico. Purtroppo.
Avrei voluto (l’anima spera sempre in positivo) il micio tra le mani della sua nuova compagna, a casa. Ma è invece questa la facile fine di un essere inadatto al nostro aggressivo rapporto con il mondo.
La cura con cui almeno dopo la morte quell’esserino è stato “risarcito”, mi ha ricordato il 7 aprile scorso, quando ho portato a casa le ceneri di Nikla. Saperla vicina mi odi grande conforto.
Per tornare al racconto, quell’uomo? Uno come troppi.
Ci voleva il sacrificio di una piccola bestiola per smascherare l’insensibilità dell’uomo che era suo marito oppure sarà stata l’ ennesima prova della sua incapacità di provare affetto? Perché non deve essere difficile scoprire questi lati del carattere di una persona che condivide la sua vita con te. Storia triste: bene se non è vera.