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La Rivista Intelligente

La narrativa di Anna Toscano

Mary B. Tolusso versi contro l’ottuso crollo dei giorni
La gioia di sapermi al riparo, ma non fu riparo allora la nostra vocazione di baciarci sotto le lenzuola. Di giorno ti aggiri sola davanti al mondo imbecille e pensi e muori. La gente parla, spiega, quello che fa il pittore in via Boltraffio, l’altro che ha messo in piedi una cantina, c’è anche chi ha fatto la galera, chi ha tentato il suicidio mentre cade la sera ti ucciderei io se potessi, ti caverei gli occhi nel letto, l’imperfezione, il difetto di quella stanchezza metrica LEGGI
Ewa Lipska e l’abisso del reale
Nozze d’oro Le visite dei morti capitano sempre in momenti inopportuni. Mentre stiamo per andare al cinema. In discoteca. Al supermercato. E loro ci portano frammenti di muri. Pezzi di lamiera. Fili di ferro avvolti nel dolore. E dicono imbarazzati Eppure la morte è la vita stessa… Che farci. Ci spogliamo. Ci facciamo un caffè. Tiriamo fuori una bottiglia di bourbon e ci guardiamo dritti nell’abisso.   Le poesie di Ewa Lipska nascono da una osserva LEGGI
Silvana Lattmann e le parole impigliate nel passato
Mia zia Rita la ricordo per il riso scrosciante sul lungo filo delle perle al collo. Oppure in fuga per corridoi lunghi, nel suo palazzo, a mani alzate chiudersi in camera per sue paure, oppure al centro del salotto seduta nel gran divano a parlare, la famiglia attorno. In certi pomeriggi di pioggia per me apriva ante di vecchi armadi pesanti di noce, odorosi di canfora, tirava fuori avanzi di abiti da ballo, tulle, lamé, velluto; le «pezze» da cucire i vestiti alle bambole. LEGGI
Agi Mishòl e la poesia per divenire ciò che si è
* Su e giù per la cucina come un monaco zen in edizione ridotta un toast in una mano una foglia di lattuga nell’altra pretendendo di non sapere il noto sognando di trasformarmi in ciò che sono   Agi Mishòl racconta uno spazio quotidiano raccolto, domestico, dove le porte invitano a entrare e non a uscire, è la poetessa del noto, del conosciuto. L'autrice infila versi come fossero collane e le sue perle sono una poltrona, il barattolo dello zucchero, il coltello, le LEGGI
Christine Lavant e l’assenza di tregua
Solo un ramo secondario del sonno, selvaggio e bastardo, allevato alle droghe si prende cura a volte della mia anima. Due esseri abusati a servizio uno dell’altro, consolano quel che ancora va consolato e benevoli nascondono ciò che sanno mettono al mondo sogni dimidiati cerei e senza volto ignoranti di pazienza e cura sciolti già al primo canto del gallo. E tuttavia sono figli piccoli battezzati di corsa, tutti consacrati a colui che li ha sacrificati entrambi come due schiavi LEGGI
Gwyneth Lewis poesie come foto che non sbiadiscono
Passeggiate immaginarie e Istanbul 1 È l’ora della mia passeggiata giornaliera in nessun luogo – attorno al poggiapiedi e al salotto. Søren Kierkegaard e mio padre facevano giri immaginari dentro guardando fuori, senza bisogno di viaggiare. A Istanbul non ci sono mai stata – ma sono piena di moschee e traghetti, croci e crociate, un viaggio che è pura finzione. Ho bevuto sharbat gelato e limonata nelle ville del Bosforo: luoghi della mente. Le foto non scattate n LEGGI
Alda Merini e la poesia contro la paura
 Superba è la notte La cosa più superba è la notte, quando cadono gli ultimi spaventi e l'anima si getta all'avventura. Lui tace nel tuo grembo come riassorbito dal sangue, che finalmente si colora di Dio e tu preghi che taccia per sempre, per non sentirlo come rigoglio fisso fin dentro le pareti.   Superba è la notte" di Alda Merini letta da Anna Toscano   Ci sono parole per rendere il tempo, ci sono parole per rendere la morte e per rendere la paura. N LEGGI
Janet Frame e le tempeste che parleranno
I ghiaccioli   Ogni mattina mi congratulo coi ghiaccioli per il loro rigore. Penso che abbiano coraggio, carattere, i loro cuori duri non cederanno mai.   Poi verso le dieci, dieci e mezza, sentendo le gocce cadere regolari guardo la grondaia. Vedo attuarsi la solita vecchia storia d'inverno: - i ghiaccioli che piangono le loro lacrime innate, e, se solo lo sapessero, la loro identità.   Anna Toscano legge Janet Frame Janet Frame g LEGGI

Biografia

Anna Toscano

Ho pubblicato raccolte poetiche, racconti, saggi. Scrivo per alcune testate giornalistiche. Mie fotografie sono apparse in riviste, guide turistiche, manifesti, copertine di libri, pubblicità, video musicali, mostre personali e collettive. Ho fatto l’editor per case editrici, collaborato a corsi di scrittura, lavorato come ufficio stampa. Varie le esperienze teatrali e radiofoniche. Amo viaggiare tra parola e immagine. Vivo a Venezia, dove insegno lingua italiana presso l'Università Ca’ Foscari e collaboro con altre facoltà.

annatoscano@lri.it

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  Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Roma, n.134 del 27 maggio 2013.


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