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La Rivista Intelligente

La narrativa di Anna Toscano

Karen Press e la poesia che raccoglie
Questo è il tuo pezzo di mondo Questo è il tuo pezzo di mondo dolore di cane, dolore di gatto, pioggia su una finestra chiusa e una fame uggiolante che ti cresce dentro e non ti lascia. È qui che soffre il tuo cuore da persona normale, è qui che scopri che il mondo si fa grigio quando ci sei catapultato dentro, e che ogni giorno di nuovo devi andare al tuo funerale. Ogni tanto questo ti tocca, questa mancanza, questo implorare qualcosa e sentire dire “no”. Ogni tanto LEGGI
Anne Sexton e la poesia delle donne
CANZONE PER UNA SIGNORA Il giorno delle poppe e dei piccoli fianchi, la finestra butterata di pioggia cattiva, pioggia accattivante come un prete, folli e dementi ci accoppiammo accoccolate mentre la pioggia sinistra gocciava come mosche sulle labbra, sugli occhi contenti, sui piccoli fianchi. “È gelida la stanza con la pioggia”, dicesti e tu, tu femmina, col tuo fiore recitasti novene alle mie giunture. Sei il prodotto interno lordo, una potenza. oh cigno mio, vastasa, car LEGGI
Gabriella Leto e la poesia che osserva
Può essere bello lo stesso un mondo che non ha colore che si svigorisce che langue che indossa un vestito dismesso. Ma io vorrei ritrovare il verde mutante del mare il blu da parata d’onore il rosso fiottante del sangue col dolce perverso suo odore.   Gabriella Leto inanella una dopo l’altra parole che costruiscono versi musicali che hanno il movimento del ritornello. Nulla è lasciato al caso, o alla sonorità, ma si tratta di una costruzione attenta di testi spesso in e LEGGI
Agota Kristof e la poesia che registra
Ti aspettavo Ti aspettavo in fondo alla strada nella pioggia andavo a capo chino ti vedevo lo stesso ma non riuscivo a sfiorarti la mano Ti aspettavo su una panchina le ombre degli alberi cadevano sulla ghiaia fresca come anche la tua ombra mentre ti avvicinavi Ti aspettavo una volta di notte sul monte crepitavano i rami quando li hai scostati dal tuo viso e mi hai detto che non potevi restare ti aspettavo a riva con l’orecchio incollato a terra sentivo il tonfo dei tuoi pa LEGGI
Desiderio per l’anno nuovo
C’è a chi piace il pesce a chi non piace e chi non lo mangia e basta; chi ama la birra, chi il vino, chi non beve per nulla alcol, chi ne va matto; c’è chi ama i gialli, chi i rosa, chi i romanzi storici, chi i racconti; c’è chi non ha mai letto poesia, chi la legge chi la leggerà chi non la ama. Io, ad esempio, a differenza di mia sorella, non amo il tirolese il maculato e non comprendo l’opera; lei, mia sorella, oltre a vestire in tirolese o maculato, o addirittura tirolese con ma LEGGI
Mary B. Tolusso versi contro l’ottuso crollo dei giorni
La gioia di sapermi al riparo, ma non fu riparo allora la nostra vocazione di baciarci sotto le lenzuola. Di giorno ti aggiri sola davanti al mondo imbecille e pensi e muori. La gente parla, spiega, quello che fa il pittore in via Boltraffio, l’altro che ha messo in piedi una cantina, c’è anche chi ha fatto la galera, chi ha tentato il suicidio mentre cade la sera ti ucciderei io se potessi, ti caverei gli occhi nel letto, l’imperfezione, il difetto di quella stanchezza metrica LEGGI
Ewa Lipska e l’abisso del reale
Nozze d’oro Le visite dei morti capitano sempre in momenti inopportuni. Mentre stiamo per andare al cinema. In discoteca. Al supermercato. E loro ci portano frammenti di muri. Pezzi di lamiera. Fili di ferro avvolti nel dolore. E dicono imbarazzati Eppure la morte è la vita stessa… Che farci. Ci spogliamo. Ci facciamo un caffè. Tiriamo fuori una bottiglia di bourbon e ci guardiamo dritti nell’abisso.   Le poesie di Ewa Lipska nascono da una osserva LEGGI
Silvana Lattmann e le parole impigliate nel passato
Mia zia Rita la ricordo per il riso scrosciante sul lungo filo delle perle al collo. Oppure in fuga per corridoi lunghi, nel suo palazzo, a mani alzate chiudersi in camera per sue paure, oppure al centro del salotto seduta nel gran divano a parlare, la famiglia attorno. In certi pomeriggi di pioggia per me apriva ante di vecchi armadi pesanti di noce, odorosi di canfora, tirava fuori avanzi di abiti da ballo, tulle, lamé, velluto; le «pezze» da cucire i vestiti alle bambole. LEGGI

Biografia

Anna Toscano

Ho pubblicato raccolte poetiche, racconti, saggi. Scrivo per alcune testate giornalistiche. Mie fotografie sono apparse in riviste, guide turistiche, manifesti, copertine di libri, pubblicità, video musicali, mostre personali e collettive. Ho fatto l’editor per case editrici, collaborato a corsi di scrittura, lavorato come ufficio stampa. Varie le esperienze teatrali e radiofoniche. Amo viaggiare tra parola e immagine. Vivo a Venezia, dove insegno lingua italiana presso l'Università Ca’ Foscari e collaboro con altre facoltà.

annatoscano@lri.it

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  Testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Roma, n.134 del 27 maggio 2013.


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