Di nuovo Franca Quatrini per Wisława Szymborska (3)
Franca Quatrini torna a commentare un gioiello della grande, semplice, profonda Szymborska Disattenzione Ieri mi sono comportata male nel cosmo. […]
A volte è bello parlare di poesia, raccontare di poete e di poeti, infilarsi nei loro linguaggi e riscoprirli. O scoprirli per i lettori. Il linguaggio della poesia è sempre molto preciso, ma anche del tutto ambiguo, perché collega punti di pensiero lontani. Svela le funzioni della mente, svela come viaggiano emozioni e sentimenti. Quindi non basta leggerla, bisogna studiarla – laggiù dove il significato si annida – fino a saperla cantare. Conoscerla.
Franca Quatrini torna a commentare un gioiello della grande, semplice, profonda Szymborska Disattenzione Ieri mi sono comportata male nel cosmo. […]
Tratta dalla raccolta “Ripensamenti senili 2” (“Ripensamenti senili 1” sarà pubblicata postuma). Ora che ci penso perché sia poesia non
Alle fronde dei salici. “E come potevamo noi cantare Con il piede straniero sopra il cuore, Fra i morti abbandonati
Altri due “ossi di seppia” capovolti Mai il bene di morir ho trascurato: fu il fiume dilagante che mormora fu
da MEDITERRANEO Antico, sono ubriacato dalla voce Ch’esce dalle tue bocche quando si schiudono Come verdi campane e si ributtano
Wisława Szymborska – La stazione Il mio arrivo nella città di N. È avvenuto puntualmente. Eri stato avvertito Con una
Due poesie capolavoro del nostro Novecento, due poeti della scuola cosiddetta “ermetica”. Due case battute dal vento: vento della natura,
Franca Quatrini analizza e commenta una delle più belle poesie di Wislawa Szimborska, come sempre nella perfetta traduzione di Piero
Le poetesse americane del Novecento (Bishop, Plath, Sexton, Rich, e le più recenti Gluck, Graham e Dove) hanno avuto come
«E lì fu spazio, negli spazi che lenti si svuotavano; su di te, sulle case, sugli alberi, sui monti fu
Per parlare di Arya bisogna saper tacere. Il suo pensiero è azione. Arya è arte marziale personificata. L’arte marziale di
di DiegoC.delaVega – Da anni, con la stessa infettività virale dei melensi aforismi di Coelho, circolano in rete tre, ormai celebri, falsi poemi di Pablo Neruda