Di nuovo Franca Quatrini per Wisława Szymborska (3)

Franca Quatrini torna a commentare un gioiello della grande, semplice, profonda Szymborska

Disattenzione

Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare
domande,

senza stupirmi di niente.

Ho svolto attività quotidiane,
come se ciò fosse tutto il dovuto.

Inspirazione, espirazione, un passo dopo
l’altro, incombenze,
ma senza un pensiero che andasse più in là
dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.

Il mondo avrebbe potuto essere preso per
un mondo folle,
e io l’ho preso solo per uso ordinario.

Nessun come e perché –
e da dove è saltato fuori uno così –
e a che gli servono tanti dettagli in movimento.

Ero come un chiodo piantato troppo
in superficie sul muro
(e qui un paragone che mi è mancato).

Uno dopo l’altro avvenivano cambiamenti,
perfino nell’ambito ristretto d’un batter
d’occhio.

Su un tavolo più giovane da una mano d’un
giorno più giovane,
il pane di ieri era tagliato diversamente.

Le nuvole erano come non mai e la pioggia
era come non mai,
poiché dopo tutto cadeva con gocce diverse.

La terra girava intorno al proprio asse,
ma già in uno spazio lasciato per sempre.

E’ durato 24 ore buone.
1440 minuti di occasioni.
86.400 secondi in visione.

Il savoir-vivre cosmico,
benché taccia sul nostro conto,
tuttavia esige qualcosa da noi:
un pò di attenzione, qualche frase di Pascal
e una partecipazione stupita a questo gioco
con regole ignote.”

Commenta Franca Quatrini
La visuale di Szymborska spazia dalla nostra vita quotidiana, tra coordinate sufficienti e necessarie, alla nostra coscienza di essere abitanti di un cosmo che non è solo il nostro ambiente, la casa, la strada, l’ufficio; abbiamo un cosmo attorno a noi del quale siamo parte ma sembra che non ce ne curiamo. Tendiamo a ridurre il mondo conosciuto e sconosciuto alle nostre esigenze particolari e quotidiane. Dimentichiamo di fare domande e di pensare, riflettere sulla nostra appartenenza, di allargare il nostro pensiero.
Siamo travolti dal fare quotidiano che spesso appaga ma che è dimentico dell’appartenenza.
E’ invece vero che facciamo parte di un congegno infinito, imponderabile. Wisława ci avverte che tendiamo a ridurre il cosmo a noi stessi, alle nostre vite limitate, al peculiare interesse e che non vogliamo sapere, conoscere, non facciamo domande.
Adattiamo a noi “uno così”, cioè un’enormità. Siamo dunque superficiali, chiodi piantati in superficie sui muri, e non capiamo.
Tutto intanto cambia, si modifica nello stesso istante in cui avviene, nella nostra vita e nel tempo che scorre e lascia dietro di sé gli istanti irripetibili. Chi affetta il pane dopo di noi lo farà in un modo diverso, come lo scorrere delle ore che lasciano per sempre il tempo passato.
Anche i fenomeni atmosferici che a noi sembra si ripetano uguali sono differenti nel tempo, nel divenire. Niente di uguale al primo atto, al secondo e così via come la pioggia che muta, come mutano tutti I fenomeni. Il giorno seguente non sarà come il precedente, le 24 ore di ciò che definiamo giorno saranno state uniche e il domani sarà altro. Tante occasioni in quelle ore, in quei minuti, da non perdere perché non torneranno.
Per quanto siamo nulla rispetto all’infinito cosmico, tuttavia di esso siamo parte e dobbiamo occuparcene. Dobbiamo interessarci al grande ignoto giro del cosmo di cui facciamo parte, e prestarvi attenzione.
Un monito, questo di Szymborska, in versi bellissimi che indicano una strada per l’esistere. Porsi delle domande, guardare oltre il proprio io indaffarato, sentirsi parte del tutto e non solo padroni dei nostri piccoli spazi. E interrogarci significa non fermarci su plausibili certezze ma tentare di avvicinarci a ciò che non si conosce ancora.
Un forte pensiero filosofico anima questi versi che come sempre Lei ci porge con semplicità, invogliandoci a leggere anche i pensieri di Pascal.

 

4 commenti su “Di nuovo Franca Quatrini per Wisława Szymborska (3)”

  1. Teresa Trivellin

    Porsi delle domande […] guardare oltre il proprio io indaffarato, sentirsi parte del tutto e non solo padroni dei nostri piccoli spazi. E […] non fermarci su plausibili certezze ma tentare di avvicinarci a ciò che non si conosce ancora.

    (Uso le stesse parole di Franca: un commento profondo che dà senso alle nostre vite deluse, spesso tristi).

    1. Giovanna Nuvoletti

      Franca ha colto in pieno l’anima di Szymba (io la chiamo così da quando l’ho scoperta) – una poesia minuta e potentissima.

  2. Daniela Agostini

    Bisogna vivere con consapevolezza per capire per conoscere per godere di tutto quello che è la realtà e la vita …non si può essere sciatti… può essere quasi una prescrizione medica: leggere con attenzione almeno una volta al giorno!!!per non comportarsiale nel cosmo!!!😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto