Maledetto Spid

Mi telefona la mia amica: Possiamo fare insieme lo slip?
Cosa?
Il sip
Eheee?
Lo strip insomma.
Santo iddio Rosa, intendi lo Spid?
Siiii
Manco morta.
Penso che ottenere lo Spid sia stata una delle mie più brutte avventure digitali nonostante io me la cavi bene al computer.
È andata circa così. Fra i vari provider consigliati per aprire lo Spid ho scelto stoltamente Poste Italiane. Per questioni lavorative ho conosciuto gli arzigogoli, le lungaggini e le ossessioni della burocrazia postale ma ho scelto proprio loro, facciamoci del male. Scarico l’app di poste, poi un’altra app di poste, fai le autenticazioni, scrivi i tuoi dati, no manca l’asterisco, torna indietro, come ti chiami, metti la mail, ripeti il cap, manca la provincia, ma non va avanti, riscrivo i dati. Sto sudando e le parolacce fioccano, prima fra i denti poi ad alta voce.
Scrivi la mail ma te l’ho già data, ora il telefono, il numero di scarpe, taglia reggiseno. Scegli la password, metti otto caratteri scelti tra maiuscole minuscole punteggiatura simboli segnali stradali caramelle caxxi stramazzi.
La prima non gli piace, fanne un’altra, cambio i caxxi con stramazzi ma niente da fare.
Richiamo le poste, ci siete? L’app si blocca. Clicco clicco e i vaffanculi partono.

7 commenti su “Maledetto Spid”

  1. Come sempre bisogna essere bravi per semplificare le cose ad uso di tutti e quindi, ne deduco, che chi ha programmato l’uso dello Spid, sia un incompetente.

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