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Il paninaro e il maresciallo

Andando avanti nella lettura dell’ultimo libro di François Morlupi – per chi conosce tutti i romanzi dell’autore franco-italiano – è difficile scordarsi dei protagonisti precedenti (i fantastici Cinque di Monteverde), eppure i nuovi ambienti e i nuovi personaggi sono altrettanto irresistibili. Spicca tra tutti il gestore di un furgoncino colorato che campeggia in una piazza affollata di fronte al gigantesco Policlinico Umberto I di Roma. Il gestore, Otello De Bartolo, è un omino insignificante, dotato però di grande intelligenza e cultura. Inventa, il De Bartolo, dei panini deliziosi, imbottiti di ogni squisitezza, il cui sapore e profumo sono noti in zona. Tutti accorrono al “Panino Parlante” sperando di accaparrarsi il pezzo migliore e più grande. L’altra curiosità sono i nomi che vengono affibbiati a pagnotte e baguette: tutti fanno riferimento a un’opera letteraria, da cui Delitto e Castigo, Madame Bovary, Guerra e Pace e via, salse comprese. Ad accompagnare Otello nella vendita, ci sono la blogger Alice Penna e il pappagallo cenerino, Virgilio, che conosce e sbraita tutti i prezzi a memoria. Tra i clienti abituali ci sono un’elegante trans, chiamata Marchesa Margherita, un senza tetto, Giuseppe, tifoso del Milan e un giovane dottorando del Policlinico, Joseph Koné, di origini africane. Dopo molti giorni di assenza, De Bartolo comincia a preoccuparsi per Joseph, scomparso dal giro. Indaga a suo modo, Otello, ficcando il naso dove non dovrebbe, a cominciare dai corridoi del Policlinico. Anche lo zio di Joseph, Guillaume, arrivato da poco in Italia per incontrare il nipote, è visibilmente in ansia, ma, non conoscendo una parola di italiano, tutti faticano a comprenderlo. Finalmente, dalla questura, gli affiancano un interprete e sotto il comando del Maresciallo Buzzini, le indagini si allargano oltre che al giovane medico anche alla misteriosa morte di alcuni clochard della zona. Tra il Maresciallo – anche lui uomo coltissimo – e il paninaro nasce una guerra a chi arriva prima alla verità.
Divertente, commovente – si passa dalla risata di pancia alle lacrime incessanti – “Il cielo degli invisibili” (Feltrinelli ed.), è dedicato a loro, alle migliaia di persone che non hanno più un lavoro, una casa, che soffrono il freddo, la fame e soprattutto l’indifferenza dei più. A parte qualche animo gentile e premuroso che investe parte della propria vita a prendersene cura. Bravissimo François!

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