I due continenti

Questa volta il connubio è tra la fotografia e la scrittura.
La fotografia è quella di Mina Fiore, fotografa che ama raccontare storie attraverso il suo obiettivo. Ai suoi scatti si può dare una occhiata nel punto espositivo di Maddaloni in provincia di Caserta e, da oggi, anche, periodicamente, su “La Rivista Intelligente”.
La scrittura è quella di Mic L’Ape, che prova ad essere “pungente” anche in questa nuova versione.
Mina Fiore ha scelto la foto che vedete e dalla foto è nato il racconto….

Una panchina illuminata dal sole. Da un lato, un signore avanti con l’età. Il sole gli illumina il volto che il cappello, un po’ sgualcito, non copre del tutto. E’ lì, sguardo perso nel vuoto, intento a manovrare con vari oggetti pescati quasi a caso dal sacchetto che ha di fianco.
Dall’altro lato, una ragazza. E’ fasciata da un abito dal colore vivace che il sole rende ancora più vivace. Uno gliommero di riccioli ribelli a richiamare le onde di un oceano. Non guarda da nessuna parte. I suoi occhi sono inchiodati sullo schermo di uno smartphone e le dita sembrano quelle di una musicista che, muovendole velocemente, fa emettere dal suo strumento piacevolissime note. Invece, a vibrare sotto le sue dita, è solo il dispositivo elettronico. Addio “poesia”. Ai suoi piedi, a mo’ di totem dell’odierno quotidiano, tracce di shopping. Almeno questo non online.
Li separa uno spazio vacante. Quello di una persona che potrebbe accomodarsi lì in mezzo. Quel mezzo che, a pensarci, è un oceano.
Un oceano invisibile che separa due continenti.
Un oceano composto da silenzi, differenze, diffidenze. Due mondi che non si toccano.
Il primo, un continente antico con la sua storia, le sue parole, ormai sempre più rare e inascoltate, i suoi gesti lenti e quasi sempre uguali.
Il secondo, un continente nuovo che non vuole avere nulla a che fare con quello vecchio. Gli volta le spalle, benedice il “grande” oceano che li divide. Non si accorge dell’altro, forse non vuole accorgersene.
Un continente che vuole fare, che corre nella sua staticità senza conoscere pause, che cerca connessioni con quello che ha davanti senza voltarsi indietro per superare il piccolo “grande” oceano e connettersi, più facilmente, con quello che è dietro, alle sue spalle.
Pochi centimetri che diventano migliaia di chilometri.
I due continenti non si guardano, figurarsi se possano parlarsi.
Ora Lui si sistema gli occhiali per proteggersi dal sole abbagliante e pensa: “Che fastidio questo continuo bip bip del telefonino. Non c’è più un attimo di silenzio al mondo”.
Lei, invece, fissa sempre il display e pensa: “proprio non risponderei. Ma se poi non mi scrive più?”.
Lui, percependo le difficoltà della ragazza, confessa a se stesso: “se avessi quarant’anni in meno mi inventerei una scusa per parlarle. Invece, mi limito ad osservare. La vecchiaia rende prudenti e anche un po’ vigliacchi”.
Lei rimugina tra sé e sé: “ecco, non mi scrive più. Ormai devo essere come invisibile. Il signore qui è come se non mi vedesse proprio, come se fossimo separati da un oceano”.
All’improvviso, un foglietto scivola dalle mani del signore e vola verso la ragazza, che si scuote. Afferra al volo il bigliettino, si volta e dice al signore: “deve esser suo”.
Lui, sorpreso, “sì, grazie. È la lista della spesa. Grazie davvero. Può non sembrare importante, ma per me lo è”.
Lei, sorride e “no, no, concordo con lei. È importantissima la lista della spesa. Poi io dico sempre che i veri eroi sono quelli che si ricordano di comprare il latte”.
Lui, a sua volta sorride, “il latte! Ultimamente mi batte sempre. Se non lo dimentico, lo prendo che sta per scadere. Ma oggi, grazie a lei, penso che lo batterò”.
Lei, che sembra aver dimenticato lo smartphone, “forse anche io dovrei pensare di scrivere liste. Distratta da questo coso, dimentico tante cose importanti e anche le persone”.
Lui, “allora signorina. Le persone le metta sulla lista, in cima, sopra il latte”.
Entrambi sorridono.
Ormai i due continenti hanno costruito un ponte su quel piccolo grande oceano. Altro che il ponte sullo Stretto.

(Mic L’ape 🐝)

 

 

 

4 commenti su “I due continenti”

  1. Un testo lieve, delicato che tratta con grazie un fenomeno strano della modernità, quella connessione a grandi distanze con la solitudine dei fisicamente “vicini”.

  2. Loana Boccaccini

    Mi piace molto! Due mondi apparentemente lontani che possono senz’altro trovare modi di comunicare e argomenti in comune..! Sarebbe bello farlo succedere spesso!

  3. un testo dolce e sincero. Credo siamo in molti a desiderare di comunicare guardandoci negli occhi. Proviamo a ricominciare a parlarci anche solo per la lista della spesa!

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