Le parole dette e quelle taciute: Madri

 

L’autore del testo, Diego Pleuteri, è nato nel 1998. La regista, Alice Sinigaglia, solo due anni prima. Eppure nello scontro fra una madre e un figlio ci sono così tanti elementi, per ambedue i protagonisti, da suggerire una maturità a tutto tondo, nella drammaturgia e nella messa in scena.

Un palcoscenico spoglio, un tavolo, due sedie, qualche scatolone, inquadra l’incontro fra una madre e un figlio. Un trentenne che vive solo ma che ha ancora un forti legame con la donna.

Le frasi che si scambiano sono di ordine quotidiano. Superficiali, casuali, forse a nascondere qualcosa di molto più profondo. Si parla del tempo, del passato, di come vivendo soli ci si dimentichi di pranzare, o comunque si dia poca importanza al cibo. La realtà vera sfugge, come le parole che la madre non riesce a ricordare, come la frase di quell’articolo che l’aveva così colpita e che ha dimenticato. E il giornale dove l’aveva letto non riesce a ritrovarlo nel caos della sua abitazione. Un caos dove però nessuno deve mettere le mani, perché, dice la donna, nel disordine lei sa esattamente dove sono tutte le sue cose.

Le parole e le canzoni sussurrate non arrivano ordinatamente, ma in una sinfonia composita di suoni. Ho pensato al cinema di Godard, a come sfalsasse l’immagine e il sonoro. Qui è il sonoro che si rincorre, si spezza e si ricompone. A volte bisbigliato, in altri momenti registrato, e ancora urlato al microfono e poi in voci sovrapposte. Come a voler comunicare che le frasi non sono poi così importanti perché a contare è il modo in cui vengono declamate. O forse che è più importante quello che viene taciuto. Una frase di banale quotidianità nasconde molto altro, come la psicanalisi ha dimostrato in cento e passa anni di militanza.

Uno spettacolo trascinante con due interpreti perfetti. Lui, giovane uomo che deve dimostrare di farcela da solo e che di quando in quando crolla, lei folle, istrionica, nevrotica, vitale, spaventata. Da cosa? Dal passare del tempo, da tutto quello che non riesce più ad afferrare, da un mondo che svanisce man mano.

Che meraviglia incontrare un autore e una regista così giovani e con tanto talento. Che bello poter raccomandare uno spettacolo con tutto il cuore.

Il testo ha già meritato molti riconoscimenti, come la messa in scena e gli attori: chi ama il teatro non può perdere Madri.

 

Madri

di Diego Pleuteri

con Valentina Picello e Vito Vicino

regia Alice Sinigaglia

sound designer Federica Furlani

scenografo Alessandro Ratti

luci Luca Scotton

produzione La Corte Ospitale

coproduzione SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione

con il contributo della Regione Emilia-Romagna

con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

il fragile legame che li unisce.

 

Date della tournée

NOVEMBRE 2026

06/11/2026 – Sogliano al Rubicone (FC), Teatro E. Turroni

07/11/2026 – Ragazzola

12 – 13 /11/2026 – Genova, Teatro Duse

20/11/2026 – Firenze, Teatro Cestello, Festival Cantiere Obraz, ore 20.45

21/11/2026 – Villastrada (Mantova), Teatro Sociale di Villastrada di Dosolo

25/11/2025 – Lugano, Teatro Foce

27/11/2026 – Campi Salentina, Teatro Excelsior

28/11/2026 – Taranto, Teatro Tatà

MARZO 2027

11/03/2027 – Bolzano, Teatro Studio – Stagione di contemporanea regionale

12/03/2027 – Rovereto, Auditorium Melotti

17–21/03/2027 – Roma, Teatro India

23/03/2027 – Castello d’Argile (BO), Teatro comunale casa del popolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto