TICKET TO RIDE
Il manifesto ideato dalla Gustafsson Communication per promuovere l’inaugurazione aveva tappezzato da un paio di settimane le vie di Roma, risvegliando nella memoria collettiva l’immagine, un po’ caduta nell’oblio, di una Yoko Ono vispa e sorridente. Dalla sua bocca usciva un fumetto a forma di cuore con la scritta “Rome is the answer” mentre, in basso, un’altra scritta in corsivo richiamava il pubblico a fare il proprio dovere con un “Vado al MAXXI, vado a gonfie vele”. Un lavoro fatto bene, a giudicare dalla folla che aveva preso d’assalto il raffinato ma algido edificio progettato sul posto dove sorgevano caserme ormai superate dal tempo.
Smaltita l’adrenalina della festa, cinque persone si ritrovano finalmente faccia a faccia, in condizioni di moderata tranquillità, ai tavolini colorati di un piccolo ma glorioso bistrot del quartiere Flaminio. Zippo aveva condotto la compagnia nel pellegrinaggio di rito a una stradina lì accanto, nota come “Piccola Londra” per la sua incongrua ma innegabile somiglianza con alcune strade molto “british”, senza mancare di sottolineare il suo pensiero:
“Pensate che invece di andare a London i film italiani vengono a girarli tutti qui, sti pezzenti…”
“I took a look at your script…” sta dicendo ora Susan, catturando immediatamente l’attenzione silenziosa del tavolino.
“Well, I’m not an editor neither an expert on film scripts. And don’t know what Yoko could think about it. But it looks pretty…original, funny.”
“E’ già qualcosa” si lascia sfuggire Zippo a mezza bocca, in direzione di Gualtiero.
Livia interrompe il flusso positivo: “Ma tu, Gualtiero, ti metti a chattare con tutte le donne che ti capitano a tiro su internet?”
La domanda mette in seria difficoltà il nostro, già abbottonato per natura.
“Ma no, certo. E’ che per un beatlemaniaco come me, come noi… (tenta di coinvolgere l’amico, che manco se ne accorge) …Yoko è un totem. Un totem non proprio benevolo, come potete immaginare…”
“Yoko is a fantastic woman”, taglia corto Susan.
Maricla rompe sul nascere il momento di imbarazzo.
“ Ma sto Curzio, quell’amico tuo, da dove è uscito fuori, Zippone mio? Certo che è un soggetto da studiare eh? Pensa che Kyoko s’è innamorata, se lo vuole portare in America. Voglio vedere mo’. Ha moglie e figli, no? Ahahahahah, che storia!”
Le ginocchia di Zippo e di Maricla si stanno toccando, sotto il tavolino. Come previsto.
Susan torna professionale:
“Anyway. I’m waiting for you, in NY. Yoko wants to know you, absolutely. What about…June? Tutti voi, of course.”
Ci sta invitando in Americaaaa? A Giugnooooo? è il pensiero simultaneo di due uomini increduli, che se potessero si metterebbero a piangere di gioia. Col pensiero sono già partiti. Anzi, sono due stelle sul marciapiede di Hollywood Boulevard. (Continua)
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Povero Chuck.