Capita al viaggiatore che dal treno, il luogo appena superato, scorto con la coda dell’occhio, con un’insegna che abbia appena fatto in tempo a leggere o nemmeno, lo catturi, tanto è lo stupore, la fascinazione anche per un solo dettaglio. Così resta stranito, un po’ deluso con gli occhi spalancati sui binari che alle spalle si lascia, l’altrove da cui si allontana e che con arzigogolanti divagazioni della fantasia, immagina “necessariamente” diverso e migliore.

