L’implacabile dubbio

Al centro una figura memorabile, il maestro più analitico e visionario della psicanalisi. Come aveva già fatto con altri personaggi indimenticabili, Marguerite Duras e Natalia Ginzburg, Sandra Petrignani sceglie di rendere omaggio a una terza figura che ha profondamente segnato il suo pensiero e le sue scelte. Superando la linea di confine della letteratura, punta a un uomo che ha umanamente e teoricamente messo il suo sigillo all’intero novecento. Lo fa con una struttura che procede alternando il racconto degli ultimi anni di vita di Carl Gustav Jung e il presente di chi, scrittrice, vuole narrare il confronto tra la sua ricerca personale e le teorie di un grande pensatore.
Si mette sulle sue tracce, accompagnata da una cara amica Lori, e ripercorre i luoghi fisici di Jung, la sua casa, le sue stanze, il suo lago svizzero. E quelli dell’anima, la sua famiglia, i suoi cani, le innumerevoli relazioni sentimentali con donne che lo affascinavano e ne erano affascinate. Ci restituisce un ritratto pieno di complessità, una mente aperta alla vastità del mondo antico e moderno, ai simboli, ai miti, a un’interpretazione dei sogni, anche personali, così diversa da quella del suo maestro Freud.
Freud si legava all’Io giganteggiante e sessuato, Jung in aperto contrasto abbraccia la psiche come un continuum allargato, un’enorme distesa che si dispiega in confini lontani che ritornano. La descrizione che Petrignani ci offre descrive molto bene la connessione con il femminile d Jung, la sua capacità di analizzare e forse arrendersi quando si rende conto delle sfaccettature delle sue pazienti di cui coglie i processi mentali ma anche la personalità, l’intelligenza. Alcune diventeranno sue allieve e anche amanti, in una trasmissione di saperi di alto livello.
Egle, la scrittrice che leggiamo e che affronta il suo viaggio reale e metaforico alla ricerca di Jung, non è spettatrice incantata, non riferisce, non narra soltanto, ma è parte costituente del racconto. Penetra nelle idee del maestro, lo scruta nei minimi particolari, analizza lui e se stessa con rigore intellettuale e affettuosità diffusa. E’ come se dialogasse con lui su ogni questione di grande rilevanza, sui temi che attanagliano il genere umano: l’amore, la morte, l’inconscio. Tutto il libro spinge chi legge a interrogarsi, a vedersi porre domande implacabili eppure costantemente dubbiose. Perché il dubbio fa parte dell’implacabilità.
Se volete uscire illesi da un romanzo, sollazzarvi per un po’ e poi riporlo negli scaffali senza che vi smuova un ciglio, leggete una delle debordanti nuove uscite contemporanee ma non Carissimo Dottor Jung. Questo è un libro che resta.
Sandra Petrignani, con tono suadente e mai pesante, la scrittura fluida e dolce sa essere appunto implacabile. Nel capitolo L’osservatore è l’osservato – che potremmo anche ribaltare in l’osservato è l’osservatore – pone la protagonista Egle al centro della narrazione, e con Egle il suo sentire verso i temi junghiani, che echeggiano pieni di riferimenti vitali. E di riferimenti culturali, da Krishnamurti a Rilke. In verità, ogni capitolo di questo libro ha un titolo estremamente significativo e evocativo; non tralasciate questo particolare perché illustra con pienezza ciò che troverete. Un magnifico e lungo viaggio tra uno psicanalista e una scrittrice, colmo di ambientazioni perfette e di un interloquire continuo, entusiasmante (e non esagero) nella sua effusa umanità.

Sandra Petrignani – Carissimo Dottor Jung – Neri Pozza pag.235 – 19 euro

3 commenti su “L’implacabile dubbio”

  1. Carmine Ferrara

    Dopo aver letto questo prezioso articolo su una biografia che riguarda il mio faro sempre acceso nelle tempeste della vita mi sento di dire sinceramente grazie a chi lo ha scritto. Comprerò il libro di Sandra Petrignani.

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