Pronto, centralino?
Signorina buonasera
mi passi – è urgente
la dimensione parallela
ho preso appunto proprio l’altro ieri
quel presagio suggerito da un dettaglio
che da un sogno ripetuto
si trasforma in accidente quotidiano
una strada, un volto, una figura
un ricordo che si dissolve sulla strada
sembra la pioggia che batte sull’asfalto
o il sole estivo che riverbera su un vetro
ma invece poi continua
di nuovo accade
con più insistenza
con determinazione
sono quasi vecchio, mi perdoni
quando gli anni si infittiscono
si tende a dare ascolto a certe cose
si fa attenzione a sottili suggestioni
la giovinezza passa
passa l’intelligenza e passa la bellezza
ma il desiderio che ci mette al mondo
resta dentro
più profondo che il midollo nelle ossa
non ne vuol sapere di farsi un po’ da parte
e nella sera che ogni giorno cade sempre un poco prima
c’è qualcosa che luccica e scompare
certe volte, sa, anche un sorriso può far luce
nella notte si accende più di un faro.
L’indirizzo? Sì, ha ragione
lei di certo non ha tempo per questo genere di cose
non ha ricordi di alberi e di fiumi
non sa che il vento può parlare
e che anche il tempo come il vento può cambiare
mi passi in fretta allora Pietroburgo
ho appuntamento con una ragazza
sulle pietre che luccicano alla luna
sulle rive della Prospettiva Nevskij
dove la Neva non ha mai smesso di passare.

Immagine di Ruben Monakhov

e la neve di cadere…
Non fa ridere