Romanzo d’appendice – 27

I SAW HER STANDING THERE

Niente, non c’era verso.
La vena del team accusava paurose battute a vuoto. Gli sforzi di Zippo nell’immaginare nuove situazioni, ad alto tasso drammatico o finemente ironiche, si infrangevano puntualmente nella paralisi creativa di Gualtiero.
“Gualtiè, a me l’ingresso di William in sala me fa morì. Ma te l’immagini la scena? Questo entra e tutti lì, stecchiti che si guardano in faccia. Eh? Che dici?”
“William? Ma William chi?”
“Ma come chi! William Campbell, cazzo! Il sosia di McCartney! Capito? Noi facciamo credere a tutti che il sosia esiste per davvero, tutta la storia che Paul è morto in un incidente e compagnia bella, poi ci inventiamo che magari invece è tipo un truffatore, però intanto…”
“Ah, sì, buona idea, bravo. L’hai già buttata giù nero su bianco?”
“No. Senti, parliamoci chiaro, io lavoro meglio in coppia. Da solo, non lo so, non ci riesco. Ooooh, l’ho detto, ora mi sento più libero.”
Gualtiero sorride.
“Ti voglio bene. Sei un grande. Guarda che le idee tue sono fondamentali, sei uno forte. La colpa è mia, questo contatto con Susan mi ha destabilizzato e non riesco più a tornare coi piedi per terra. Dammi un paio di giorni e mi passa. Tanto lo so, non si farà più sentire ed è meglio così, per tutti.”
Gualtiero butta un occhio sconsolato in direzione del terrazzo della Bionda. Dove c’è un certo movimento. Anzi, a ben guardare, nell’attico si sta festeggiando qualcosa di importante, a giudicare dalla musica e dalle risate che attraversano la larghezza della strada arrivando fino alle orecchie dei dirimpettai.
Zippo ha notato l’improvviso mutamento di atmosfera, guarda l’amico e rivolge uno sguardo interrogativo alternativamente sul terrazzo del party e su Gualtiero, per registrarne le reazioni. A un certo punto qualcosa cattura la sua attenzione. Strizza gli occhi per essere ben sicuro di non prendere un granchio e poi sbotta: “Ma quella è Maricla!”.
La presenza di Maricla alla festa della Bionda ha dato il colpo di grazia allo status già molto precario dell’equilibrio emotivo di Gualtiero. Il motivo è semplice: significa che il sogno vagheggiato della bella, irraggiungibile Bionda della casa di fronte non è più così irrealizzabile. Anzi, la sua conoscenza diretta rischia di diventare un fatto concreto, e pure in quattro e quattr’otto.
Zippo è eccitatissimo.
“Fammi guardare bene…che c’hai un binocolo? Voglio vedere chi c’è, a sta festa. Magari li conosciamo tutti, e allora due sono le cose: o m’incazzo perchè non m’hanno invitato, o ci presentiamo proprio, citofoniamo e saliamo. Eh, che dici?”
Gualtiero non risponde, sta elaborando il colpo.
Intanto Zippo scruta attentamente il terrazzo. Si capisce che il livello del party è piuttosto alto.
“C’è Mugugni. Gianmarco Mugugni, lo juventino. Ammazza quant’è brutto. Uh, la Palombini, con Flavio Abete. Sempre presente, quello. Bella gente, Gualtiè. Gallino Piva… Fabiano Frazzi… aspè, chi è quello? Mannaggia, è coperto da una bisteccona mora…anvedi anvedi, è lui, c’è pure Elmer Centroni! Er politico! Io citofono. Macchè, ma ‘ndo vado. Vestito così mi prendono per il portiere, mi prendono. Ma chi è il padrone di casa? Lo conosci, Gualtiè?” (Continua)

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