Lalluvione_dopo_ferragosto

L’alluvione dopo Ferragosto

è insistente questa goccia
nella notte afosa
di un improvviso Ferragosto
forse mi parla in sogno
tiene il tempo come un musicista
tamburino della guerra
della giovinezza con il colpo in canna
che giorno dopo giorno poi
si impara tardi
non era vero niente che si sarebbe vinta o persa
che anche le formiche muoiono in battaglia
bruciate dal sole sull’asfalto
annegate in un fondo di bottiglia
sul piano in finto marmo della doccia
con il sifone che canta, sbuffa, che gorgoglia
di ogni morte rigetta con disgusto
la comune oscena impudicizia
la mia, la tua, di tutte le creature in questo mondo
il cane cieco e umido di pioggia
il topo che dorme solo nella fogna
l’uccello e il pesce di ogni cielo e razza
un grande coro
un circo mendìco e vagabondo
che non ha niente della medaglia e della pompa
senza fanfare vola, scende, resta muto
cade
da un rubinetto come fa una goccia
vuole vedere il mare
almeno a Ferragosto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto