Pesanti_ricadute_di_un_gas_leggero

Pesanti ricadute di un gas leggero

Lo Stretto di Hormuz sta bloccando, oltre al petrolio e ai fertilizzanti, anche la fornitura globale di elio. L’elio è necessario e insostituibile per raffreddare i macchinari che producono semiconduttori e chip. È un gas così leggero che, una volta liberato nell’atmosfera, sfugge alla gravità terrestre e si perde nello spazio. È raro, perché non può essere prodotto o sintetizzato. La terra ha una riserva limitata di questo gas inodore e invisibile. Per accumularsi in riserve geologiche di gas naturale, l’elio richiede milioni di anni, e solo pochi attimi per svanire nell’aria.
Il Qatar estrae oltre un terzo delle forniture mondiali di elio. Gli impianti di distillazione di Ras Laffan, in Qatar, sono la più grande base estrattiva di elio al mondo. L’enorme complesso converte il gas sotterraneo in liquido (L.N.G.: liquid natural gas) che può essere trasportato su navi cargo per lunghe distanze. Quando un drone iraniano il 2 marzo, e poi un missile il 19 marzo 2026, hanno colpito Ras Laffan, l’estrazione dell’elio si è fermata.
La Corea del Sud importa il 65% del suo elio dal Qatar. Le coreane Samsung e SK Hynix sono le più grandi produttrici al mondo di semiconduttori e di chip per memorie. La DRAM (dynamic random access memory) e la HBM (memoria ad alta banda) alimentano ogni acceleratore d’Intelligenza Artificiale, ogni centro dati IA, ogni nuvola informatica di calcolo sulla Terra. Oltre ai semiconduttori, l’elio raffredda i magneti superconduttori nelle macchine per la Risonanza Magnetica, pressurizza i serbatoi di carburante dei razzi ed elimina i sistemi di propulsione nel settore aerospaziale. Il Grande Acceleratore di Particelle del CERN dipende da sistemi criogenici all’elio. Non esiste sostituto per l’elio.
La Qatar Energy riferisce che i missili iraniani hanno messo fuori uso un sesto dei loro impianti L.N.G. e che ci vorranno fino a 5 anni per ripararli. Il prezzo dell’elio è raddoppiato. Duecento contenitori criogenici di elio, del valore di circa un milione di dollari ciascuno, sono bloccati nel Golfo Persico, e l’elio liquido, raffreddato a meno 269 gradi centigradi, comincia ad evaporare dopo circa 40 giorni. Questi contenitori erano destinati alle fabbriche di semiconduttori di Taiwan e della Corea del Sud, che insieme producono il 90% di chip avanzati. Senza quei chip, i modelli IA americani che selezionano i bersagli nella guerra all’Iran, smettono di funzionare.
“Lo Stretto di Hormuz blocca l’elio che raffredda le macchine che fanno i chip che alimentano l’Intelligenza Artificiale che il Pentagono usa per portare avanti l’Operazione ‘Epic Fury’. Il Pentagono combatte una guerra con intelligenza artificiale prodotta da Taiwan, usando elio dal Qatar attraverso lo Stretto che la guerra ha chiuso”. (Shanaka Anslem Perera, 31 marzo ’26) L’ubriacatura militarista di Trump finirà con l’esaurimento scorte di elio? E i famigerati riconoscimenti facciali di Palantir, che l’ICE usa per arrestare immigrati e oppositori, cesseranno per carenza di chip?
Gli USA sono grandi produttori di elio, ma non sono isolati dagli effetti della crisi. L’industria americana dei semiconduttori è più protetta, ma non immune. Secondo “Forbes” (7 aprile ’26), produttori come la californiana Intel sono meno esposti, in confronto alle compagnie asiatiche, ma le compagnie di semiconduttori Nvidia e Advanced Micro Devices (AMD) dipendono dalle aziende sudcoreane per chip di logica avanzata e di memoria, quindi risentono dei prezzi globali e della scarsità prolungata dei componenti di memoria. L’alta richiesta di memoria da parte dei Centri Dati IA aveva già aggravato tale scarsità prima della guerra. Ora i produttori di chip memoria daranno tutta la priorità ai centri dati IA, lasciando a secco noi comuni utenti.
L’elio ha un’ampia gamma di applicazioni: dischi rigidi dei computer, microscopi, airbag delle auto, cellulari, fibre ottiche. Gli ospedali sono i maggiori consumatori di elio. I pazienti con malattie gravi sono a rischio di non poter fare risonanze magnetiche, e i dottori non potranno fare endoscopie e navigazioni chirurgiche guidate da immagini. Senza l’elio, Google non può sostenere i 5,6 miliardi di ricerche al giorno, Apple non può produrre milioni di iPhone e Apple Watches, e Netflix non può fare streaming di film. L’elio raffredda le attrezzature necessarie a far funzionare Internet. L’industria dei palloncini di compleanno usa il 10% dell’elio globale. Anche i palloni sonda che vengono rilasciati due volte al giorno da 900 località in tutto il mondo sono gonfi di elio. Senza quei palloni i meteorologi non possono fare previsioni. Il Servizio Nazionale Meteorologico americano ha già ridotto i lanci dei palloni.
Si parla di tentativi, da parte di Trump, di imitare il golpe che diede a Orban i pieni poteri durante l’emergenza Covid, o di hackerare le macchine elettorali, che però hanno bisogno di semiconduttori e chip per funzionare, per elaborare i voti, per l’interfaccia utente e per memorizzare i dati. Sarà ancora possibile il voto elettronico, o a novembre l’America dovrà limitarsi alla non falsificabile scheda cartacea?
Wall Street è preoccupata per il rischio di bolla IA [“Quando scoppierà la bolla IA?” leggi qui]. L’economia globale è diventata dipendente da IA per i trilioni di dollari investiti nella tecnologia e nei centri dati IA. Ormai quasi tutta la crescita economica USA si basa sugli investimenti speculativi IA. È una situazione altamente rischiosa quando la catena di approvvigionamento (chips, centri dati, turbine a gas per energia costante) dipende da materiali chiave presenti in pochi luoghi della Terra, come l’instabile Medioriente. La guerra in Iran ha destabilizzato le compagnie Tech, che sono già a rischio di insolvibilità per l’indebitamento trilionario dovuto alla competitività feroce fra oligarchi. Ora nell’ambiente finanziario, quando si parla della quantità farsesca di denaro speso per IA, si usa la parola “quadrilioni”.
Credendo alle promesse sul futuro lucroso di IA, banche e finanziatori privati hanno comprato quei debiti, e gli oligarchi non saranno in grado di ripagarli, ora che la guerra in Iran blocca tutti i loro piani di sviluppo. I centri dati di Google, Meta, Microsoft, Amazon, Nvidia e Oracle hanno perduto fino al 27% del loro valore. I progetti di centri dati IA nella Penisola Arabica, finanziati da Arabia Saudita, UEA, Qatar e Oman, sono stati interrotti. È impossibile nascondere un centro dati grande 9 ettari. L’Iran ha già bombardato i centri dati di Amazon in UAE e in Bahrain. La guerra ha danneggiato l’economia di questi Stati petroliferi, che non saranno più disposti a finanziare gli oligarchi Tech e la famiglia Trump, anzi, stanno bypassando il governo americano per trattare con l’Iran, e hanno firmato contratti di difesa con l’Ucraina di Zelensky. Questo è un massiccio spostamento degli equilibri geopolitici.
“Che cosa impedisce all’Iran o a qualche gruppo terrorista affiliato, o altro agente maligno, di lanciare domani un drone armato contro un centro dati in Virginia del Nord?” (“The Atlantic”, 26 marzo ’26) Le aziende IA hanno dato priorità alla velocità, non alla sicurezza fisica dei centri dati. Il rischio che la bolla IA scoppi per carenza di elio si somma allo shock del petrolio, che è senza precedenti, più grave della crisi petrolifera degli anni ’70. Gli esperti dicono che se la quotazione Brent si assesterà sui 100 dollari al barile per tutto il 2026 (l’8 aprile ha superato i 144 $), farà scendere al 2% la crescita economica globale, e i paesi occidentali, compresi gli USA, sprofonderanno nella recessione.

9 commenti su “Pesanti ricadute di un gas leggero”

  1. C’è il rischio che usa utilizzi il suo elio solo pro domo sua, comprese le aziende it e produttori di chip asiatici, lasciando a secco il resto delmondo e salvando la sua bolla finanziaria?

  2. Oliviero Carugo

    I palloncini dei compleanni andrebbero vietati, secondo me, perché sono solo uno spreco di elio e una fonte di inquinamento da plastica. Peccato, però…

  3. Patrizia Tenda

    Valentina, gli USA stanno già usando elio e acqua ed energia in gran quantità per i Centri Dati IA, lasciando gli americani senz’acqua, con bollette astronomiche, falde acquifere prosciugate e terreni inquinati dalle sostanze tossiche prodotte dai Centri. Spero rimangano a corto di semiconduttori asiatici, così cesserà la proliferazione di Centri Dati. In Europa non dovremmo permetterli. Gli oligarchi IA vogliono la Groenlandia per coprirla di Centri Dati e di miniere di terre rare.

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