FLYING
Nell’ufficio di Livia, due giovani donne stanno lavorando sodo per mettere a punto tutte le situazioni necessarie a organizzare un evento che lasci il segno, ora che la disponibilità di Yoko Ono è diventata una realtà.
“Livia, il MAXXI ha dato via libera per ospitare la mostra di Yoko. Invece siamo ancora scoperte per la sua partecipazione alle performance degli artisti italiani. Questa Susan è un osso duro, perché a quanto pare la giapponese terribile vuole sempre il top. L’Auditorium, chissà perché ha risposto picche. Forse dovresti tentare tu con quelli della Nuvola, all’EUR. Sarebbe una bella svolta, che dici?”
“La Nuvola è geniale, Mari. Adesso mi do da fare, dobbiamo averla.”
Un telefono squilla, interrompendo il dialogo. Maricla cerca per qualche secondo il cellulare in mezzo alle carte d’ufficio.
“Ciao Mari, sono Riccardo…”
“Riccardo?”
“Sì, insomma, Zippo. Disturbo?”
“Ah sì, no, però siamo impicciatissime, dimmi.”
“Scusa, scusa. Volevo soltanto… ma che, ieri eri su un terrazzo alla Balduina… una festa di vip… vabbè, niente, ci sentiamo in settimana. Ah, quasi mi dimenticavo… ti risulta per caso che Yoko viene a Roma?”
Tre secondi di silenzio raggelato.
CHI CAZZO GLIEL’HA DETTO A QUESTO?
“ …Yoko? Yoko Ono dici? Ma, no, veramente… almeno che io sappia…”
“Ah. Perché ho sentito dire, così, che forse si faceva vedere da ste parti. Magari è una cazzata, eh…
“Ma che dici? Senti, ora ti devo salutare, magari ti richiamo ciao ciao.”
“Livia, non ci puoi credere. Qualcuno già sta facendo girare la notizia che Yoko viene a Roma. Non ci si crede, qua è un paesello. È assurdo, allucinante.”
Livia si prenderebbe a schiaffi.
Ecco, lo sapevo. Me lo dovevo aspettare da God Jeff. Decide di minimizzare: “Vabbè, dai. In fondo mica è il segreto di Fatima. Che girino un po’ di voci forse non è nemmeno un male, no? Se ne parla, si mormora, non ci sono certezze…Dai che forse va bene così.”
“Forse. Però giuro che se la becco, sta gola profonda la strozzo.”
Intanto la leggendaria cervice di God Jeff è in costante ebollizione. Livia, luce dei suoi occhi accecati da una vita scriteriata, gli ha fatto il regalo più inatteso e immeritato. Ora deve pensare, lavorare, preparare qualcosa che passi alla storia, mica le solite sceneggiate per gente tipo Saturnia o Alvaro Libonatti, figurarsi.
Potrei far allestire una piscina olimpionica riempita fino all’orlo di merda. Sì, ottimo, e poi presentarmi in costume, anzi no, nudo come un verme, e lanciarmi dal trampolino a volo d’angelo, urlando la parola sciamanica dei riti Masai. No, meglio in completo, assoluto silenzio. Anche perché avrò bisogno di fiato per riemergere il prima possibile da là dentro. Certo, il pubblico sarà scioccato, disturbato, nauseato dall’atmosfera, diciamo così, che avrò creato. Forse troppo. Mmmm…e se invece mi faccio incatenare, vestito da guardia svizzera, al colonnato di San Pietro, con appeso al collo un cartello che implora verità per Emanuela Orlandi? No, con quelli non si scherza, il rischio è troppo grosso. Molto meglio piazza Venezia, allora. Davanti all’Altare della Patria. Dodici Vergini di Norimberga di piombo, allineate, ognuna munita di spunzoni affilatissimi all’interno. Solo una ne è priva, simboleggia la speranza dell’umanità ridotta al lumicino. Anzi, in una sola gli spunzoni sono retrattili e lasciano una possibilità di vita al condannato, che naturalmente sono io, pronto a sacrificarmi per la salvezza del genere umano, il Messia del terzo millennio che tutti attendevano. Come in una roulette russa, io entro in una a caso e…
E cosa? Ci devo pensare bene, finire trafitto in quel modo no, è una morte orrenda. Volare. Ecco! Il sogno di tutti gli uomini, che si realizza per mezzo del nuovo Leonardo da Vinci. Esagerato? No, perché? E mentre volo, rivelo a tutti ciò che nessuno sa, che sono il padre di un angelo ed è per questo che so volare. Mentre volo, però, devo anche compiere un gesto iconoclasta, che tutti ricorderanno per sempre. Quale? Boh. Ora ci penso. Ma la strada giusta è questa, sicuro come è sicuro che mi chiamo Diotallevi Rosario, in arte God Jeff. (Continua)
Per leggere la puntata precedente clicca qui
Per risalire alla prima puntata clicca qui

