Un_bambino_coraggioso

Un bambino coraggioso

Un bambino di nome Yamato (Yam) scomparve nel bosco dell’isola di Hokkaido. Lo aveva abbandonato il padre, Tanoka, perché si era comportato male e doveva essere punito. Aveva 7 anni ma mostrò subito di essere un ometto. Accettò la punizione e si allontanò dal padre severo e dalla mamma che non aveva fatto niente per difenderlo e questo gli bruciava tanto.
Si portava dentro tanta rabbia, che gli servì come propellente per sparire subito all’interno della boscaglia, lontano dalla maledetta piazzuola. Dopo un po’ che camminava arrivò a una radura, dove cominciò a sentirsi osservato. Il primo pensiero fu che potesse trattarsi di un animale.
Ormai scendeva la notte e così ebbe paura e freddo il piccolo Yam. Man mano gli occhi che l’osservavano si fecero più vicini e si accorse che appartenevano a una figura umana. Era un vecchio con una grande barba bianca. Gli posò sulle spalle una pelle morbida e gli offrì noci, mirtilli e un sorso di latte. Aveva l’aspetto di un nonno affettuoso, un uomo che sembrava vivere lì da molto tempo. Lo condusse a una grotta nascosta. Dentro c’era luce e due ragazzi che montavano la guardia. Yam si sentì meno solo e più al sicuro.
Il vecchio iniziò a raccontare: anche lui, da bambino, era stato abbandonato. Ma nella foresta aveva incontrato tre orsacchiotti e, grazie a loro, fu accolto da mamma orsa. Gli insegnarono a cercare frutti, trovare acqua e dormire al sicuro. Divenne parte della famiglia e smise di avere paura. Crescendo, imparò a muoversi nel bosco come gli animali e, un giorno, fu lui a trovare un bambino perduto. Lo aiutò e lo presentò agli orsi, come aveva imparato a fare.
La foresta era un luogo protetto e poco frequentato dagli umani. Ogni tanto qualche bambino si smarriva, e i più fortunati finivano tra le cure di chi viveva lì. Col tempo, si era formata una piccola comunità, una famiglia, con compiti condivisi e una vita scandita dalla natura.
Yam ascoltava, mentre si avvicinavano al cuore della grotta. Vide bambini e ragazzi attorno a un grande fuoco, fu accolto con gioia e naturalezza. Anche gli orsi sembravano salutarlo. Yam cominciò a dimenticare il motivo per cui si trovava lì. Guardava gli orsacchiotti dormire e pensava alla sua libertà e ora non gli sembrava un prezzo troppo alto da pagare.
Il tempo passava secondo i ritmi della natura. Yam si sentiva forte, protetto, capace. Una volta per ritrovare una bambina e il suo fratellino, che erano sfuggiti al controllo dei genitori, si mossero in molti. Trovarono il bambino. Ma anche la bambina era viva. Così nel gruppo si inserì un cucciolo simile e diverso che non era robusto come gli altri ma era molto più bello. Questa novità portò nuovi e sconosciuti sentimenti e sensazioni mai provate prima nei maschietti.
Sognava un futuro in cui sarebbero nati nuovi cuccioli di uomo. E giurò a sé stesso che non avrebbe mai abbandonato il proprio. Si addormentò sereno, col cuore pieno. Ma fu svegliato da voci concitate. Un soldato lo trovò, incredulo. Yam disse che era lui il bambino scomparso. Attorno c’erano uomini e donne in divisa che asciugavano le sue lacrime.
Non c’erano più orsacchiotti, ma Yam aveva ancora addosso il pellicciotto. Accanto al giaciglio, noci e una ciotola di latte. Quando riabbracciò i genitori sotto i riflettori delle TV, aveva gli occhi smarriti. Tutti parlavano di miracolo e felicità. Ma Yam, per molto tempo, non seppe se la foresta fosse stata un sogno o se il sogno fosse la vita con la sua famiglia. Ogni sera, prima di dormire, accarezzava il pellicciotto e sorrideva col cuore.

 

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