Le mani di mia madre
Bella, timida e triste… così era mia madre. Come tutte le bambine, anch’io mi divertivo a infilarmi le sue scarpe, […]
Chi non ha ricordi? Il solo timore nello scegliere questa categoria è che possa valere per qualunque cosa si scriva e si pubblichi
Bella, timida e triste… così era mia madre. Come tutte le bambine, anch’io mi divertivo a infilarmi le sue scarpe, […]
Un amico, ieri, mi parla al cellulare di certi suoi problemi di cuore. Dopo una mezz’ora di lamenti, avendo lui
Andrea amava viaggiare in treno. Le capitava spesso, per lavoro o per andare a Genova dal suo compagno. Provava un
Sono stata dal mio amico Gianni, all’Rsa. Nella stanza in penombra i suoi occhi scuri vagano e a tratti si
C’era una volta un bambino. Questo bambino aveva un numero esagerato tra fratelli e sorelle, tanto che all’ ora di
Statistiche inutili sui nomi dei giocatori di bocce Una decina d’anni fa, all’Amatori Bocce Sassi, ai piedi della collina di
«Prego biglietti, grazie». Tutti mostrano al controllore il telefono; io, invece, porgo il mio biglietto, di carta, stampato due giorni
Inutile domandarsi se tornerai, l’avresti già fatto. Inutile chiedersi se ce la farò a vivere ancora così, fingendo, non lo
Ogni generazione ama la propria musica. Poi il tempo passa e quella stessa musica sembra servire solo a qualche vecchio
Fin da piccola, ricordo l’aggirarsi in casa d’una segaligna figura femminile vestita sempre di nero. Si chiamava Anna, era vedova
Era il 1953; frequentavo la quarta elementare. Sfido, tra i lettori, chi non ha avuto almeno una sorella maggiore che
Una Ellerina (un’amica di LRI, cioè di questa rivista), giorni addietro, ha postato su Facebook una sua foto del passato,